The Netherlands, an outsider's view.

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RUBRICA Non Solo Van Gogh. Gli appuntamenti di giugno



di Paola Pirovano

Se passeggiando in un pomeriggio di sole ad Amsterdam, vi imbattete in un gigantesco fiore a pois o in un ammasso più o meno ordinato di pietre, non tirate dritto, fermatevi e osservate con attenzione!

Non si tratta di un nuovo parco giochi né di lavori in corso, ma di opere d’arte: Yayoi Kusama e Richard Long – due tra i maggiori artisti viventi – sono solo due tra i tanti che espongono le loro sculture en plein air nell’ambito dell’iniziativa ArtZuid, International Sculpture Route per le strade della capitale.

Dal 2009 e a cadenza biennale, infatti, sculture monumentali invadono la zona sud di Amsterdam, lungo Apollolaan, Minervalaan e il quartiere d’affari Zuidas. Gli artisti – tra cui figurano anche i grandi nomi di Ai Weiwei, Georg Baselitz, Tony Cragg, Mimmo Paladino e Markus Lüpertz – sono chiamati a concepire delle sculture che dialoghino con l’architettura circostante.

Designata nel 2013Miglior Iniziativa di Quartiere” dagli abitanti di Amsterdam, ArtZuid è una mostra accessibile a tutti, grandi e piccoli. Mentre i bambini possono divertirsi con le forme bizzarre e ludiche delle opere, gli adulti potrebbero anche approfittare per dare un’occhiata agli edifici, parte del piano urbanistico di Berlage.

Per i giorni di pioggia, invece, direzione Oost: al Tropenmuseum la mostra BodyArt vi farà passare un paio di piacevoli ore al coperto.

Ma attenzione, animi sensibili astenersi!

Lo scopo di BodyArt è infatti offrire un panorama completo delle trasformazioni che l’uomo può sottoporre al proprio corpo: non solo tatuaggi, ma anche piercing, iniezioni di silicone, incisioni e via dicendo. Dal semplice make-up fino alle pratiche più estreme, il percorso espositivo esplora la storia, le tradizioni, ma soprattutto le motivazioni di tali cambiamenti corporei, radicali e spesso permanenti.

Infine, l’appuntamento per gli appassionati di arte contemporanea è al centro d’arte De Appel, di fronte alla stazione centrale.

Gli specialisti del settore conoscono bene questo spazio espositivo, anche per il programma specifico rivolto ogni anno ai curatori. Si tratta di un corso di formazione di respiro internazionale e della durata di 10 mesi, composto da incontri, workshops, visite di gallerie e centri d’arte. A fine programma, ai partecipanti è richiesta la presentazione di un progetto di curatela, che quest’anno culmina in due mostre: Spell to Spelling ** Spelling to Spell e Your Time Is Not My Time, in esposizione proprio al De Appel fino al 28 giugno.

Tra i corsisti anche un’italiana, Chiara Ianeselli. Annotatevi i nomi, perché potrebbero essere tra i curatori di domani.

Paola Pirovano






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