The Netherlands, an outsider's view.

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ART

Rubens, Van Dyck e i grandi fiamminghi in mostra a Budapest

Fino al 16 febbraio il Szépmüvészeti Múzeum aspetta gli amanti dell'arte con dieci sezioni organizzate tematicamente



Una mostra sensazionale per qualità e numero di opere è ospitata dal Museo di Belle Arti Szépmüvészeti Múzeum di Budapest fino al 16 Febbraio 2020. Si tratta di Ruben, Van Dyck e lo splendore della pittura fiamminga, promossa dal Dipartimento di Pittura Antica che propone oltre 120 opere provenienti da numerosi musei importanti, come il Louvre, l’Hermitage, il Prado. Tra i capolavori proposti, i dipinti di Rubens e Van Dyck costituiscono il fulcro della mostra e sono affiancati a quelli di altri importanti artisti fiamminghi. Uno dei partner principali è il Lichtenstein Princely Collection di Vienna che concede circa venti opere.

Ruben, Van Dyck e lo splendore della pittura fiamminga è una mostra che si ripropone di presentare la grandezza della “età dell’oro” della pittura fiamminga proprio attraverso i suoi più grandi esponenti. Infatti, l’idea alla base dell’esposizione è quella di evidenziare la genialità di Rubens e Van Dyck, in quanto maestri di arte barocca, e la loro influenza sugli altri artisti. Non solo: si intende, infatti, anche dare spazio al legame culturale che intercorre tra l’Ungheria e il sud dei Paesi Bassi. Inoltre, l’obiettivo a cui punta il museo di Budapest è di riportare il pubblico più a stretto contatto con i grandi periodi della storia dell’arte, così come con le grandi scuole nazionali di pittura.

La mostra sarà suddivisa in 10 sezioni divise secondo criteri tematici. Vi si trovano opere del XVII secolo del sud dei Paesi Bassi raffiguranti soprattutto sovrani e artisti, opere di arte fiamminga influenzata da quella italiana del Rinascimento, opere a soggetto biblico e mitologico, opere legate allo spirito della Controriforma, capolavori fiamminghi del XVII secolo, ritratti firmati Van Dyck nel periodo trascorso in Inghilterra ed infine opere che illustrano proverbi, influenzate dall’arte di Bruegel il Vecchio.

L’esposizione è ampiamente illustrata (anche in inglese) e i cataloghi si avvalgono degli studi di storici dell’arte ungheresi e stranieri, in modo da poter offrire al pubblico l’esperienza approfondita di una pittura estremamente dettagliata e che, nei grandi capolavori, sa mescolare bene sensualità e brutalità.






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