La maxi operazione anti droga di stamattina a Bruxelles, ancora in corso, sarà ricordata, dice RTBF: più di 1.000 agenti di polizia federale, decine di sospetti in manette e perquisizioni approfondite di numerosi edifici.

Stando al portale francofono, sarebbero state tra le 120 e le 130 le perquisizioni, scattate contemporaneamente intorno alle 5 del mattino, e sono state coordinate da polizia e autorità giudiziarie della capitale.

Dopo un’altra maxi operazione condotta lunedì scorso nella provincia di Liegi, si tratta del secondo intervento del genere in pochi giorni. Dato il numero di persone coinvolte, lo spessore dei sospetti , i luoghi visitati e le connessioni del caso, le risorse impiegate sono state anche maggiori oggi, con alcuni dipartimenti che hanno dedicato la loro massima capacità.

L’intervento effettuato questa mattina, dice  RTBF sulla base di più fonti, fa seguito a lunghe indagini svolte dalla Polizia giudiziaria federale di Bruxelles sulla base di messaggi criptati delle reti EncroChat e SKYECC

L’operazione di oggi avrebbe preso di mira un’alleanza tra ndrangheta e mafia albanese e organizzata da Germania, Italia e Belgio.

Da anni, queste mafie con contatti diretti in Sud America lavorano insieme per importare grandi quantità di droga attraverso i porti di Anversa, Amburgo e Le Havre. E Bruxelles? “La capitale sembrava fungere da hub, una sorta di piattaforma logistica per la rete. Tonnellate di cocaina venivano lavorate in laboratori clandestini e immagazzinate in edifici, a volte nel cuore della città, prima di essere ridistribuite altrove in Belgio e in Europa”.