di Martina V.

 

Un vespaio di polemiche, questa la conseguenza di alcune frasi del sindaco di Rotterdam, Ahmed Aboutaleb, durante un’intervista rilasciata a Tijs van der Brink nella trasmissione Dit is de Dag di NPO 1 la sera di Natale.

“… io sono un jihadista. Ogni mattina alle 7 sono pronto a dare il meglio per una città in Olanda (Rotterdam), e questa è la jihad nella sua forma più pura”.

Rispondendo alle obiezioni dell’dell’intervistatore – “non è questa la jihad che conosciamo nei Paesi Bassi”, “il salafismo è spesso simbolo di estremismo religioso e di violenza” – Aboutaleb ha dato un chiarimento etimologico della parola jihad, di cui la lotta armata è solo una delle versioni, e neppure quella più raccomandata dal Corano, e una spiegazione teologica del salafismo, descritto come l’atteggiamento di chi vuole assomigliare al fondatore della sua religione (i musulmani a Maometto e i cristiani a Gesù Cristo).

Chiarimenti serviti a poco, visto che le due frasi, estrapolate dal loro contesto, sono subito rimbalzate sui media e sui social.

 

Non è stata solo Tanja Hoogwerf, consigliere di Leefbaar Rotterdam, la lista civica populista che si ispira a Pim Fortuyn, ad accusarlo di “esternazioni pro-salafismo” e a convocare una seduta straordinaria del consiglio comunale per discutere il caso il 10 gennaio, ma pure i suoi colleghi di altri partici, dal CDA al VVD, hanno trovato inappropriate le citazioni.

L’unico che si è schierato in difesa di Aboutaleb è stato Leo Brujn, suo compagno di partito, che ha invitato ad ascoltare la versione integrale dell’intervista e non ad estrapolarne un paio di frasi fuori contesto.

In effetti l’intervista dura più di mezz’ora e affronta molti argomenti, sia della vita pubblica che del privato del primo sindaco musulmano d’Europa.

Si parla dell’importanza del Natale per un musulmano, essendo Gesù il secondo profeta più amato dell’Islam e sua madre l’unica donna ad essere venerata in questa religione, al posto che occupa la fede nella sfera privata e in quella pubblica del sindaco di Rotterdam.

Un sindaco che, come ricorda l’intervistatore, ha saputo essere molto critico nei confronti dell’Islam europeo, che accusa di non avere un’elite politica e intellettuale in grado di farlo uscire dallo stato di emarginazione in cui si trova.