Il 51enne Alfredo Goeloe, morto sabato sera a Rotterdam poco dopo essere stato fermato dalla polizia, non era in possesso della fat bike rubata che gli agenti stavano cercando. Lo ha confermato questa mattina un portavoce della polizia a NOS.
Gli agenti stavano effettuando controlli nella zona dopo una segnalazione di furto, ma la bicicletta sulla quale viaggiava Goeloe non era quella ricercata. Resta invece da accertare se la bici fosse a sua volta rubata. Secondo quanto riferito dal pubblico ministero al quotidiano NRC, Goeloe era stato fermato perché non aveva con sé un documento d’identità. Quando un agente ha tentato di effettuare una perquisizione per identificarlo, l’uomo è fuggito. Dopo essere stato raggiunto e arrestato, avrebbe opposto resistenza. Poco dopo si è sentito male ed è stato rianimato, dice la polizia
Le immagini dell’arresto
In un video verificato di 45 secondi si vede Goeloe cercare di divincolarsi e chiedere aiuto mentre gli agenti lo tengono a terra. Le immagini si interrompono prima del momento in cui l’uomo perde conoscenza. Sull’accaduto sta indagando la Rijksrecherche, l’unità investigativa che si occupa dei casi che coinvolgono le forze dell’ordine.
La famiglia è assistita da Controle Alt Delete, organizzazione che si batte contro la profilazione etnica. Secondo l’associazione, Goeloe era tornato a casa per prendere dei medicinali. L’uomo soffriva di diabete e nelle immagini dell’arresto lo si sente anche gridare di essere diabetico.
La denuncia della famiglia
L’avvocato Gerald Roethoef ha dichiarato ieri sera alla trasmissione Pauw en de Wit che la famiglia presenterà una denuncia.







