The Netherlands, an outsider's view.

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A SPASSO PER ROTTERDAM

Rotterdam iconica: dalle case cubiche al ponte Erasmo



di Livia Corbelli

Le città, come le persone, costruiscono la propria identità nel corso del tempo e la manifestano attraverso degli elementi peculiari. L’identità di Rotterdam, danneggiata gravemente dalla Seconda Guerra Mondiale, si è rivelata multiforme e, adattandosi ai cambiamenti, ha saputo rinnovarsi. Oggi, Rotterdam è una delle metropoli moderne per eccellenza e i due elementi che la caratterizzano, racchiudendone l’essenza, sono senza dubbio le Case Cubiche e l’Erasmus bridge.

Case cubiche

Assolutamente iconiche, le Case Cubiche dell’architetto Piet Blom stupiscono tutti da più di 30 anni, sia chi le vede per la prima volta sia chi, come me, si è ormai abituato alla loro presenza e le identifica come punto di riferimento in città. Si trovano, infatti, nel cuore di Rotterdam – tra la stazione della metro e del treno “Blaak”, il Market Hall, la biblioteca e il vecchio porto. Inoltre, sono costruite su un ponte pedonale, perciò evitarle è proprio impossibile.

Realizzato dopo una precedente prova di costruzione effettuata ad Helmond e guidato dai principi dello strutturalismo anni ‘60, il complesso delle case cubiche vuole ricreare un ambiente di integrazione e coerenza a “dimensione umana”, connettendo gli edifici attraverso un cortile interno. Quest’ultimo è anche considerabile come il centro di una foresta astratta, infatti l’altro nome con cui tutto il complesso è conosciuto è proprio Blaak Forest. Blom intendeva dar vita a delle case le cui punte fossero rivolte verso una direzione comune, come se su quelle punte, viste dal lato del porto, stesse soffiando vento ed esse si agitassero come chiome

Ad eccezione di una di esse che è resa visitabile, le Case Cubiche sono proprietà private in cui è davvero difficile vivere… se si soffre di claustrofobia!

L’inclinazione delle case è di 45° per cui i pavimenti sono triangolari o esagonali in base al piano della casa e i muri sono spioventi. Le finestre sono Velux: quelle del primo piano sono rivolte verso il basso mentre quelle del secondo verso l’alto e questo è il motivo per cui i due piani sono chiamati “casa strada” e “casa cielo”. Ogni finestra e, in generale, tutta la parte esterna semi-coprente delle case è progettata per garantire grande isolamento, specialmente al traffico di una delle principali strade di Rotterdam. L’ambiente delle case è, dunque, intimo, una sorta di loft molto alternativo, ma proprio le caratteristiche peculiari di spazio e luminosità possono essere quelle che le rendono poco accattivanti ai claustrofobici come me.

Erasmusbrug

Se i ponti fanno parte del paesaggio antropizzato olandese, di certo quelli di Rotterdam spiccano per grandezza, modernità ed anticonformismo. Il più famoso di essi è il Ponte Erasmo, ormai divenuto una conditio sine qua non dello skyline della città.

L’importanza simbolica del ponte è doppia: non solo un’icona della città, ma anche un trait d’union concreto tra due aree della città molto diverse. Da un lato c’è Kop van Zuid che oggi è un quartiere decisamente rinnovato e che, tuttavia, continua ad essere marcato dal passato industriale. In questa zona, un edificio di grande importanza storica è senza dubbio l’Hotel New York, sede della Holland America Line da cui, nel XX secolo, partì un gran numero di persone dirette in America a cercare fortuna. Dall’altro lato, invece, c’è Delfshaven che conserva un aspetto storico decisamente più marcato grazie agli edifici eleganti e alle navi storiche attraccate ai moli.

Il ponte, che porta il nome di uno degli uomini di cultura più importanti del XV/XVI secolo, è stato progettato da  Ben van Berkel e inaugurato nel 1996. Si tratta di una struttura in acciaio azzurro lunga 800 metri e alta 139 metri, caratterizzata da un solo pilone che sembra correre da terra verso il cielo e che è tenuto saldo da 40 cavi.

Tale forma particolare gli ha garantito il nome di “Il Cigno”. Sul ponte sono presenti anche piste ciclabili che ne permettono l’attraversata in sicurezza; tuttavia, vano è ogni tentativo di pedalare senza sudare: la pendenza convessa e il vento costante saranno sempre un ostacolo per ogni ciclista!






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