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I musei europei sono pieni di tesori d’arte provenienti da ex colonie. In Roofkunst, una trasmissione dedicata alla storia degli oggetti presi come bottino, Erik Dijkstra e i suoi esperti cercano di capire se possano essere restituiti al loro paese d’origine.

Le prime quattro puntate hanno approfondito la storia del cannone di Kandy, la maschera di Luba, i marmi del Partenone e il busto di Nefertiti.

Il cannone del re di Kandy al Rijksmuseum

Il cannone del re di Kandy è splendidamente decorato: fatto d’oro, d’argento e di bronzo, ornato di rubini. Nel diciottesimo secolo era usato per accogliere e stupire gli ospiti del re di Kandy a Ceylon, oggi meglio conosciuto come Sri Lanka. Il cannone però si trova al Rijksmuseum di Amsterdam. Ma perché? Anche il museo si pone questa domanda.

Si dice che sia stato un regalo dell’imperatore di Tunisi agli Stati Generali, o del Dey di Algeri, e in entrambi i casi è arrivato nei Paesi Bassi attraverso Michiel de Ruyter. dono di un “certo re indiano”.

Tra mito e leggenda

In una stampa di Reinier Vinkeles, il cannone e altri quattro oggetti storici vengono portati nell’edificio degli Stati Generali dal generale francese J.B. Dumonceau e dai suoi uomini. Quando le truppe francesi presero il potere all’inizio del 1795 il principe Guglielmo V fuggì in Inghilterra e i francesi s’impossessarono dei suoi possedimenti.

Cinque “cimeli patriottici”, tra cui il cannone, furono solennemente presentati al nuovo Parlamento, che diede loro un posto d’onore nell’edificio degli Stati Generali nel Binnenhof a L’Aia. Simboleggiavano i nuovi Paesi Bassi, una potenza mondiale che era diventata ricca nel commercio e non aveva bisogno di stadtholders per farlo, ma di marinai.

All’inaugurazione della Galleria Nazionale delle Corone il 31 maggio 1800 a Huis ten Bosch, il cannone ebbe un posto d’onore nella sala dei monumenti. In realtà, De Ruyter aveva poco a che fare con il cannone. non era un regalo ma piuttosto un bottino di guerra, e veniva dall’isola di Ceylon.

L’attacco della VOC

Furono gli uomini della Compagnia delle Indie Orientali a sottrarre il cannone al re di Kandy nel 1765. Il sovrano si era schierato a favore dei propri sudditi insorti contro il governo olandese, anche a causa di una lunga siccità. Quando il re bloccò il trasporto della cannella – la spezia che la VOC trasportava in Europa – attraverso il suo territorio, gli olandesi l’attaccarono.

I negoziati di pace non portarono a nulla e, nonostante un divieto, le truppe saccheggiarono il palazzo e la città di Kandy. Tra il ‘bottino’ c’erano molti gioielli e armi preziose, come due sciabole incastonate di gioielli, oltre a diversi cannoni da spiaggia usati dalle truppe del re per difendersi. Tra questi anche il famoso cannone di Kandy, destinato al duca di Brunswick Wolffenbuttel, tutore amministrativo di Guglielmo V. Il dono fu inviato con la nave Overnes nei Paesi Bassi e arrivò a Texel il 15 giugno 1766.

Non si sa (ancora) se il duca lo diede subito a Guglielmo V, ma sappiamo che dal 1769 il cannone venne esposto nel gabinetto delle curiosità del principe Guglielmo V. Con l’arrivo dei francesi nel 1795 il cannone fu promosso a una delle cinque reliquie patriottiche, ma la storia della sua provenienza si è andata spegnendo sempre di più.

Le nuove ricerche

Da circa sei anni, il museo di Amsterdam sta compiendo un’intensa ricerca su tutta l’arte coloniale eventualmente depredata nella collezione, con l’obiettivo di restituire immediatamente i pezzi, in caso di reclamo da parte del paese d’origine.

Il cannone del re di Kandy è stato il protagonista del primo episodio di Roofkunst; il presentatore Erik Dijkstra cerca di scoprire se i tesori d’arte coloniale, nei musei europei, non dovrebbero essere effettivamente restituiti al loro paese d’origine. Per questo episodio ha visitato lo Sri Lanka assieme a Martine Gosselink – all’epoca responsabile del dipartimento di storia al Rijksmuseum, ora direttrice del Mauritshuis.

Roofkunst, realizzata da bnnvara e Hazazah Pictures, è una serie sorprendentemente attuale. Sebbene le riprese siano avvenute due anni fa, lo scorso ottobre un comitato del Consiglio della Cultura, guidato dall’avvocato Lilian Gonçalves-Ho Kang You, ha presentato un rapporto consultivo alla ministra Van Engelshoven, affermando che l’arte depredata dovrebbe essere restituita senza condizioni, se il paese di origine lo richiede. Van Engelshoven ha accettato il consiglio, ma poiché la Tweede Kamer ha dichiarato l’argomento controverso dopo la caduta del governo, sarà votato solo dal nuovo Parlamento.