Photo: Ai generated
Ad A Coruña, in Spagna, si è tenuto il terzo vertice REAIM,
al quale hanno partecipato oltre cento Paesi per discutere dell’impiego
militare dell’intelligenza artificiale (AI), dice NOS.
Al centro dei lavori, la definizione di regole etiche condivise
per l’uso dell’AI nei conflitti armati.
I Paesi Bassi sostengono con forza il principio del
“human in the loop”:
nelle decisioni militari, un essere umano deve restare coinvolto.
L’AI, secondo la posizione olandese, non deve prendere decisioni autonome,
ma supportare i militari con analisi e informazioni.
Il ministro della Difesa Ruben Brekelmans ha dichiarato a NOS:
«L’AI gioca un ruolo sempre più importante sul campo di battaglia.
Offre opportunità per proteggere meglio militari e civili,
ma richiede limiti chiari e controllo umano.
Al REAIM i Paesi Bassi si impegnano per un uso responsabile dell’AI militare».
L’uso dell’AI in guerra è già una realtà.
Israele ha utilizzato sistemi di AI per individuare obiettivi a Gaza,
mentre in Ucraina vengono impiegati droni capaci di operare
in modo parzialmente autonomo.
Anche le forze armate olandesi utilizzano già l’AI,
ad esempio per analizzare grandi quantità di immagini e video
o per la manutenzione dei mezzi militari.
Secondo Roy Lindelauf,
professore all’Accademia della Difesa olandese,
l’AI può ridurre drasticamente i tempi di analisi dei dati operativi.
La Difesa resta però cauta sui sistemi completamente autonomi,
come i cosiddetti “killer drone”,
che selezionano e colpiscono obiettivi senza intervento umano.
Il rischio è una perdita di controllo etico sull’uso della forza.







