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Roberta, 30 anni, raminga in Batavia. Toscana – Deventer

Quattro città in quattro anni: la storia di Roberta



di Marco Alf

“Quattro anni fa sono arrivata in Olanda, con tanta speranza di trovare una situazione lavorativa migliore e poter sviluppare altri aspetti legati ai miei studi e interessi… In Italia lavoricchiavo come magazziniera in un supermercato e in serra… Sono laureata in Tecniche Erboristiche ed il mio obiettivo era entrare nel mondo del lavoro in un settore pertinente al mio percorso di studi. Nei Paesi Bassi c’ è il più grande commercio di piante in Europa se non nel Mondo, ho pensato che fosse il luogo giusto per sfondare quella porta… Ora per diversi motivi le mie aspettative in merito sono cambiate.

Nel tempo ho capito che la mia laurea, per come è concepita in Italia, qui non esiste e puntare a questo settore specifico non mi permette di avere molte chances. Non ho gettato la spugna ma di sicuro è più difficile del previsto.”

“Parlando prima mi hai accennato al fatto che nei Paesi Bassi, in soli quattro anni, ti sei spostata molto…”

“A Scheveningen ho trascorso il primo mese di vita in Olanda, in un ostello… Devo essere sincera, è stato divertente, ho incontrato persone interessanti: ho incontrato anche l’amico di un’amica, anche lui lì per caso, ci siamo riconosciuti dalle fotografie sui social, non ci eravamo mai visti prima, è stato così buffo! Scheveningen è tranquilla, molto carina ma non l’ho vissuta molto, lavoravo nella ristorazione e la vita sociale era quella che era… Mi sono poi spostata a Den Haag…”

“La capitale morale… Come ti sei trovata lì?”

“È una città in cui vale veramente la pena vivere… È tranquilla ma è grande e offre tanto… Dipende cosa ti piace, ovvio… E quanto vuoi spendere… Ma ha un’anima internazionale diversa da quella di Amsterdam… Poi ho trovato lavoro a Rotterdam e mi sono spostata a Delft, una città a misura d’uomo, bella da sembrare finta, come quei presepi-carillon natalizi che si vedono qui d’inverno…Essendo piccina magari offre meno ma, allo stesso tempo ha delle chicche…”

“Ad esempio?”

“È piena di giovani, essendo una città studentesca e vi ho trovato il corso di dutch migliore che abbia frequentato fino ad ora… Poi ho trovato un nuovo lavoro, ad Amsterdam e mi sono trasferita ad Utrecht che dal punto di vista architettonico è davvero intessante, con le case che seguono l’Oudegracht e che dona un’aria medievale anche oggi… Solo che la quantità di persone che la abitano è eccessiva, viverci con la pressione di farsi largo tra la folla, ne annulla un po’ il fascino…”

“A Deventer che ci fai?”

“Ci sono capitata un po’ forzata dal destino: oggi era l’ultimo giorno che scadeva un biglietto promozionale dei treni preso da Hema, solo che c’erano così tanti problemi con le linee dei treni che non era rimasta molta scelta e sono approdata qui, da turista ed è stata davvero una sorpresa! Nel grigiore olandese sembra fare la differenza: le vie principali del centro sono coperte ombrelli tutti colorati, negozi e ristoranti danno un’idea di cura e gusto che sono difficili da trovare in questa nazione… Artisticamente sembra molto viva.”

“Roberta qui è felice?”

” Che domandona… Sotto molti aspetti sono più felice qui che in Italia, quindi sì, vale la pena… Qui posso portare a casa un buon stipendio con una qualità della vita migliore riguardo il tempo libero e la possibilità di seguire altri interessi, rispetto a quella che avevo in Italia… Inoltre è fantastico che la mattina in treno stanno zitti! Probabilmente non sono il miglior popolo a livello di comunicazione, però credo non siano nemmeno invadenti… Da donna che vive qui da sola, la sera posso andare in giro e sentirmi sicura… Non solo questo: qui puoi farcela a vivere se sei da solo, è una cosa immensa se ci pensi, ai tempi nostri…”

“Cosa ti indispone invece?”

“La qualità del cibo può essere veramente pessima… Gli olandesi poi sono quadrati da morire… Il concetto di igiene è anche, diciamo… Diverso.”

“Che buoni propositi o desideri hai per un 2016 di nuovo nei Paesi Bassi?”

“Approfondire la conoscenza della lingua, perchè piaccia o no viviamo qui ed è giusto che la apprendiamo, questo è importante… Non importa apprenderla a livelli eccelsi ma almeno uno sforzo, è anche una forma di rispetto nei confronti del Paese ospite… Poi un nuovo, più soddisfacente lavoro… E vorrei tanto un pacco di cecina da mamma!”

“Una che?”

“La cecina! È una focaccia di farina di ceci, tipica toscana… Un chilo di cecina ci vorrebbe proprio!”

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