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Rivoluzione Big Data, smart thinking o controllo totale?

di Cecilia Terenzoni

 

Se ne sente parlare sempre di più, ma cosa sono davvero i Big Data? E concretamente come vengono impiegati? La traduzione grandi dati o grossi dati, infatti, indica l’enorme quantità di informazioni oggi disponibili grazie alla rete e alla comunicazione “veloce” consentita oggi dalle infrastrutture e dalla tecnologia; dai telefoni, alla carte di credito usate per gli acquisti, dalla televisione agli storage necessari per le applicazioni dei computer, dalle infrastrutture intelligenti delle città, fino ai sensori montati sugli edifici, sui mezzi di trasporto pubblici e privati, la mole di numeri è forse la più grande mai a disposizione 

In alcuni settori, tuttavia, i dati , non sono sempre disponibili a tutti e, soprattutto, non vengono sempre condivisi:  tutte le informazioni accumulate nel corso degli ultimi due anni ha superato l’ordine dei Zettabyte (1021 byte). A confronto, un hard disk da diversi terabyte è più irrilevante di una goccia nell’oceano.

Per Big Data intendiamo la capacità di usare ed incrociare tutti queste informazioni per elaborare, analizzare e trovare riscontri oggettivi su diverse tematiche. Questa è la rivolzione Big Data: nuove capacità di collegare fra loro le informazioni per fornire un approccio visuale ai dati, suggerendo pattern e modelli di interpretazione fino a ora inimmaginabili.

I Big Data non interessano solo il settore informatico: se è vero che l’IT è certamnente il punto di partenza,  con strumenti come il cloud computing e gli algoritmi di ricerca, oggi nessun ambito in cui esiste un marketing e dei dati da analizzare può dirsi immune da questa rivoluzione. Nella sfera pubblica,sono innumerevoli i campi d’applicazione dei Big Data.

Le informazioni condivise pubblicamente combinate con i dati provenienti da autorità locali e servizi sociali aiutano le forze di polizia in tutto il mondo possono aiutare ad individuare problemi prima che si verifichino.

L’ex poliziotto Shaun Hipgrave, ora consulente in materia di sicurezza, ha dichiarato: “Si tratta di utilizzare in modo più intelligente grandi dati e analisi, offrendo loro l’accesso a informazioni che non avevano mai avuto prima”, riporta BBC News. “Si può creare un quadro più completo e olistico”. “Si può prevenire la criminalità”, ha affermato Hipgrave.

Anche il problema dell’abuso sessuale dei bambini è stato affrontato con l’aiuto di strumenti analitici e un vastissimo set di dati costituiti da immagini fisse, video, HTML e testo. Le analisi dei dati vengono anche utilizzate per individuare modelli anomali legati alle frodi finanziarie. “Disponiamo di enormi quantità di dati e possiamo visualizzare qualunque parametro”, ha affermato a BBC l’esperto. “E la velocità con cui possiamo intervenire è fenomenale”.

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