Nessun piano concreto per l’uscita dallo “smart lockdown” se non l’incremento di test e tracciabilità, dicono gli esperti di RIVM a NOS. Complesso scegliere una strategia, ha detto Jaap van Dissel al portale, sostenendo di essere in contatto con la comunità internazionale nonostante idee e approcci siano molto diversi.

Van Dissel non concorda, ad esempio, con la tesi del  virologo tedesco Christian Drosten secondo cui una seconda ondata più grave di infezioni da coronavirus arriverà -probabilmente- in autunno: presto per dirlo e pochi gli elementi per sostenerlo. Il numero 1 di RIVM insiste, al contrario, con il tracciamento e il rintracciamento di casi positivi e persone che vi sarebbero venute a contatto, pur riconoscendo che gli asintomatici rappresentano un problema serio per questo approccio.

“C’è molto che non sappiamo sugli aspetti epidemiologici del coronavirus, ha affermato Van Dissel che insiste, ad esempio, nel difendere l’idea del rischio basso per i bambini: in Islanda, dove le scuole non hanno chiuso, i bambini non hanno contribuito notevolmente al numero di infezioni. Nonostante il calo dei contagi, RIVM suggerisce di non allentare con le misure: l’Olanda è un hub mondiale e quando si ripartirà, ciò potrebbe avere un enorme impatto sul rischio di una nuova ondata.

Lo smartlockdown sarà in vigore fino al 20 maggio ma già dalla prossima settimana potrebbe esserci una modifica ad alcune misure.