Un record di contagi dopo l’altro viene ormai battuto da giorni eppure, dice NOS, tutto fa pensare che l’omicron abbia un impatto meno grave delle altre varianti Covid del passato. Con l’elevato tasso di lavoratori in malattia, nel settore salute e nell’istruzione le attuali regole di quarantena sono ancora sostenibili? E perché RIVM utilizza ancora i vecchi dati nei modelli?

L’Outbreak Management Team (OMT) si è incontrato ieri per un nuovo parete da offrire al governo sul Covid: prima della consultazione, NOS ha parlato con il presidente dell’OMT Jaap van Dissel, il direttore del Centrum voor Infectieziektebestrijding (CIb)(CIb) e il capo del dipartimento di modelli statistici di RIVM Jacco Wallinga.

Secondo l’OMT, il numero dei contagi potrebbe presto salire a 100.000 al giorno. Se tutti hanno una media di tre contatti, ogni giorno 400.000 persone dovranno finire in isolamento o in quarantena. Cosa significa questo? Van Dissel dice a NOS, nella consueta intervista del sabato, che le regole della quarantena andrebbero -probabilmente- riviste.  “Si potrebbe, ad esempio, considerare un autotest quotidiano e un test PCR il quinto giorno. Quindi si accetta un po’ più di rischio.”

Il 99% delle persone ora ha sintomi lievi o nulli dopo essere stato contagiato da omicron. La pandemia sta iniziando a sembrare una grande ondata di influenza? Per Van Dissel: “È davvero troppo presto per chiamare il Covid un’influenza”. Secondo l’esperto, l’influenza stagionale ha un ” quadro clinico diverso e anche le conseguenze sono diverse. Inoltre non sai ancora quali nuove varianti potrebbero spuntare dopo l’omicron”. La prossima, infatti, potrebbe non essere cosi gestibile.

Van Dissel rimane cauto anche sulle riaperture: “Richiede un calcolo più ampio e ne parleremo prima in OMT. È vero che se si abbandonano le misure aumenta il numero di contagi e il numero di ricoveri può ancora diventare alto”. Il rischio per le persone fragili di salute e  per gli anziani, tuttavia, rimane

Le raccomandazioni dell’OMT che consigliano su possibili allentamenti si basano fortemente sugli scenari calcolati dal modello Wallinga. Durante un briefing tecnico alla Kamer, lo scorso giovedì, è emerso che fino a poco tempo fa RIVM utilizzava ancora ipotesi basate sulla variante delta per stimare il numero previsto di ricoveri in IC della variante omicron.

Perché in realtà? Secondo Jacco Wallinga: “Non sappiamo ancora tutto sulla variante omicron. A volte sospettiamo che una proprietà sia diversa dalla variante delta, ma non possiamo ancora calcolarlo. Ad esempio, calcoliamo ancora la possibilità di un ricovero in IC con la probabilità che si applichi alla variante delta.”

Durante il briefing, è stato detto che la possibilità di un ricovero in terapi intensiva, calcolato nel modello RIVM sarà “sicuramente” adattato anche se van Dissel ha sostenuto che le informazioni che arrivano dal Regno Unito, dalla Danimarca e dagli USA sono tra di loro contrastanti: si intravedono scenari positivi ma i numeri, in ogni caso, restano alti per la capacitá del sistema sanitario.