L’Istituto di sanità RIVM vede concentrazioni molto più elevate di metalli e agenti cancerogeni nelle vicinanze della fabbrica Tata Steel rispetto a quanto previsto, dice NOS. Questa è la conclusione più sorprendente di un nuovo rapporto RIVM sull’azienda siderurgica che si concentra su quali sostanze si trovano nella zona e da dove provengano.

Come altre grandi aziende industriali, Tata Steel tiene traccia di quanta sostanza emesse da molti anni e sulla base di quei rapporti annuali ambientali, RIVM ha calcolato quali sostanze è  più probabile trovare. Questo dato, poi, viene confrontato con le misurazioni di ciò che è stato effettivamente rinvenuto e  nel caso dei metalli la differenza varia da un massimo di un fattore 5 per piombo e cromo ad un fattore 50 per il rame. Quest’ultimo significa che è stato misurato 50 volte più rame rispetto ai rapporti ambientali annuali di Tata Steel.

Per il particolato, i valori misurati e dichiarati corrispondono  ma nel caso di una raccolta di sostanze cancerogene (i cosiddetti IPA) si tratta di un fattore da 10 a, in un singolo caso, ad un fattore di 1000. RIVM ha non ha effettuato nuove misurazioni, ma ha preso visione dei dati del GGD che gestisce diversi punti di ricerca sul territorio.

Tata Steel non ha ancora risposto all’ultimo studio RIVM ma la prossima settimana ci sarà un dibattito parlamentare sul futuro dell’azienda. I residenti sono da tempo critici su come è impostato questo meccanismo di controllo.

L’istituto di sanità non vuole  azzardare conclusioni su come sia possibile che ci siano differenze così grandi tra ciò che viene misurato e ciò che viene riportato, dice NOS, tuttavia, i ricercatori scrivono nel rapporto che “i dati sulle emissioni non sembrano essere completi”.

Non si tratterebbe, tuttavia, necessariamente di omissioni: secondo l’istituto, ci sono una serie di possibili ipotesi. Intanto  le emissioni di due subappaltatori di Tata Steel non sono incluse nei rapporti ambientali, anche se sono attivi sul sito. Questi sono Harsco, noto come fonte di pioggia di grafite, e Pelt & Hooykaas, dice NOS: queste due compagnie, infatti, non devono dichiarare le loro emissioni di metalli e sostanze cancerogene ogni anno come Tata Steel.

Non è inoltre noto se tutte le emissioni dei cosiddetti “incidenti” siano completamente mappate. Questi sono tutti eventi irregolari come piogge di grafite, incendi grandi o piccoli e sversamenti grandi o piccoli. Secondo RIVM, i rapporti annuali sull’ambiente di Tata Steel includono emissioni molto limitate per questi incidenti, rispetto alle emissioni durante il normale funzionamento.

Le misurazioni, per concludere, risultano difficili e gli unici dati certi sono  che la popolazione della zona soffre più spesso di problemi di salute acuti come mal di testa e nausea che altrove nei Paesi Bassi. Anche i problemi cardiaci, il diabete e il cancro ai polmoni sono più comuni.

L’azienda  sta adottando diverse misure per limitare l’emissione di sostanze nocive, cercando di sbarazzarsi del carbone al piú presto. Ma il sostegno del governo nazionale e di quello regionale è indispensabile per realizzare la produzione di “acciaio verde”, aveva affermato in precedenza Tata Steel.