Ogni giorno vengono effettuati così tanti test positivi che i sistemi informatici di RIVM e GGD non riescono più a tenere il passo, dice NU. Negli ultimi 12 giorni non è stato possibile elaborare 122.000 test. Questa situazione ha sollevato domande tra i lettori di NU: come è possibile? E come fanno le autorità a sapere che ci sono 122.000 test positivi?

Secondo il GGD, la spiegazione più semplice è che i dipendenti dell’autoritá sanitaria locale compilano le informazioni sui test positivi al “punto A”. Dal “punto A”, l’informazione viene inviata al “punto B”, che poi la inoltra al “punto C”, che sarebbe il RIVM.

Il problema non è nel punto A, dice il portavoce: i dipendenti GGD possono semplicemente inserire le migliaia di test. Tuttavia, il punto B, il sistema HPZone, impiega del tempo per elaborare le informazioni e di conseguenza, RIVM può accedervi solo in un secondo momento. “In poche parole, l’offerta è maggiore di quanto il sistema possa elaborare nel breve periodo”.

Ai dipendenti GGD è stata data l’opportunità di “mettere in attesa tutti i test positivi” e nonostante questo, le autorità sanno che sono ancora in stand-by circa 122.000 test positivi da elaborare. Spetta ora alle autorità trovare una soluzione per trattare i dati più velocemente. “Stiamo lavorando duramente ad una soluzione per recuperare e rimediare a questo arretrato”, ha scritto RIVM al portale olandese.

La grande quantità di contagi sta rendendo la vita difficile ai GGD: svolgere indagini sulla fonte e sui contatti sembra sia diventata un’impresa. A RIVM, tuttavia, si chiedono: con il virus ovunque, che senso hanno i dettagli?