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Rivelazione shock di giornalista olandese: Giovanni Paolo II ha coperto i preti pedofili

Gregorini Demetrio, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Come vescovo do Cracovia, Papa Giovanni Paolo II, morto nel 2005, sapeva che i preti della sua diocesi abusavano di minori e anche quando i sacerdoti pedofili sono stati condannati ha permesso loro di continuare a lavorare in un’altra diocesi. Lo si evince dai documenti polacchi rintracciati da un giornalista investigativo olandese. Gli specialisti vaticani definiscono la scoperta “una bomba”.

Il giornalista olandese Ekke Overbeek, che lavora per Trouw e Nieuwsuur, tra gli altri, vive in Polonia e ha passato tre anni a setacciare gli archivi polacchi. “Ho trovato casi concreti di preti nell’arcidiocesi di Cracovia, dove il futuro papa era arcivescovo, che abusavano di bambini. Il futuro Giovanni Paolo II lo sapeva e comunque ha trasferito quegli uomini”, causando -indirettamente- altre vittime.

Giovanni Paolo II è stato uno dei papi più popolari e influenti della storia ma come conservatore, si è anche opposto con veemenza al divorzio, al matrimonio tra persone dello stesso sesso, al controllo delle nascite, all’aborto e al sesso fuori dal matrimonio, ricorda Nieuwsuur.

Nel 2014 è stato canonizzato a tempo di record dall’attuale papa Francesco, nonostante figure di spicco avessero sollevato dubbi a proposito a proposito del suo comportamento con preti accusati di molestie.

Il giornalista olandese ha aggirato il segreto apposto su tutti gli archivi ecclesiastici della Chiesa Cattolica Romana, facendo ricerca su quelli dell’intelligence in Polonia, che al contrario sono pubblici: «I documenti che sono stati raccolti direttamente su Wojtyla sono andati quasi tutti distrutti. Ma lui è citato molto spesso in altri documenti che ci sono pervenuti. Gli abusi sui minori da parte dei sacerdoti sono stati affrontati”.

Overbeek definisce le prove “dure”: ha esaminato dozzine di archivi che documentano la situazione di quattro preti pedofili. Uno di questi molestatori è il sacerdote Eugeniusz Surgent. Overbeek: “Ad esempio, una relazione scritta sulla base di un compagno di cella di questo sacerdote, che in quel momento era già stato arrestato per abusi. Il compagno di cella racconta che il sacerdote ha chiesto perdono in una lettera al vescovo Wojtyla, dopo avergli promesso che non sarebbe mai più successo”. Ma in seguito, tuttavia, ci sarebbe caduto di nuovo.

Tra i documenti c’è anche un interrogatorio del sacerdote sospettato di aver abusato di ragazzi. “Descrive di essere stato con il cardinale Wojtyla e di averne parlato con lui”, dice Overbeek, che ha scritto un libro sulla sua ricerca e le prove, Maxima Culpa, che sarà pubblicato in polacco all’inizio del prossimo anno.

Secondo Overbeek, il ragionamento della chiesa – dei difensori del papa – si riduce al fatto che lui non avrebbe saputo. Che ha capito molto tardi la gravità della situazione e che prima ha pensato che fosse un problema dell[a chiesa in]America. Le nuove scoperte, al contrario, suggeriscono che Giovanni Paolo sapesse da molto tempo.

I critici potrebbero mettere in dubbio le prove, che dopotutto provengono dai servizi segreti che non erano teneri con la Chiesa cattolica romana, dice Nieuwsuur, ma l’esperto Obirek è convinto dell’autenticità. “Questo tipo di materiale, le stesse fonti, sono ancora usati oggi nella politica polacca. Nessuno rifiuta questo tipo di prove, anzi”.

Mentre Overbeek stava dando gli ultimi ritocchi al suo libro, la chiesa polacca ha invitato le vittime di Surgent a farsi avanti. E proprio questa settimana i media polacchi hanno riferito che il Vaticano avrebbe deciso di indagare sul periodo polacco di Papa Giovanni Paolo II.

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