The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Riusciremo a riabbracciarci quando tutto sarà finito?

CoverPic: public domain

Come si fa a far fronte alla mancanza di contatto fisico? Una volta che tutto questo sarà finito, in un mondo post-pandemico, le persone avranno paura di toccarsi l’un l’altro? Queste sono le domande che assillano Alice Mechoulam.

In questo momento la vicinanza e il contatto fisico sono vietati per evitare la diffusione del virus. Lavarsi le mani, non riunirsi con gli amici o i famigliari, attenersi al distanziamento sociale sono buone norme da rispettare. Per Alice però, anche se è consapevole delle regole che bisogna rispettare, il distanziamento sociale è anche la cosa più difficile da accettare nella sua vita quotidiana.

Ha deciso quindi di fare delle ricerche e ha scoperto che il contatto fisico, come un semplice abbraccio, contribuiscono molto alla nostra salute fisica e mentale. Il tocco fisico innesca: l’ossitocina, “l’ormone dell’amore”; la serotonina, un antidepressivo naturale e la dopamina, la sostanza chimica del piacere. Contribuisce anche a ridurre i sentimenti di esclusione sociale e di solitudine.

Molti immaginano la fine di questa crisi come un evento epico. Immaginano le persone per le strade, che cantano, ballano, si abbracciano come non hanno mai fatto prima. Ma ci sono altri scenari post-pandemici. Le persone saranno così abituate a incontrarsi virtualmente che non vedranno l’utilità di tornare indietro a come era prima. Forse la tecnologia sostituirà il contatto umano ancora più di prima. Sono paure che possono essere comuni e che Alice spera non si realizzino ma è certa che questa crisi potrà avere enormi conseguenze sul nostro comportamento.

In un saggio, il filosofo francese Roland Barthes cita un koan buddista: “Il maestro tiene la testa del discepolo sott’acqua, per molto, molto tempo; poco a poco le bolle si fanno scarse; all’ultimo momento, il maestro solleva il capo il discepolo, rianimandolo: quando desidererai la verità quanto hai desiderato l’aria, allora saprai cos’è”. Questa citazione può donare speranza. Fa pensare che l’assenza del contatto fisico permetterà di ricostituire il vero significato e il vero valore del ricevere e del dare affetto fisico.

Alice ci tiene a dare un consiglio alle persone che si isolano, ovvero, suggerisce di tenere il contatto fisico attraverso altri mezzi. Fare docce lunghe e calde, avvolgersi in coperte accoglienti, tenere stretto il proprio animale domestico. Chiamare spesso i cari, e quando si sarà nella posizione di poterli vedere regolarmente, ricordarsi quanto bisogno si aveva del loro tocco quando non lo si poteva avere.