Johan van Oldenbarnevelt è probabilmente il più grande statista olandese e uno dei protagonisti della liberazione dei Paesi Bassi dal dominio spagnolo. Il suo diario, contenente i suoi ultimi mesi di vita prima della decapitazione, è stato un mistero per 200 anni.

Scritto dal fidato servitore dello statista Jan Francken, riporta dettagliatamente il continuo rifiuto di Van Oldenbarnevelt di essere stato condannato a morte.

Scritto tra 1618 e 1619, il diario era stato visto l’ultima volta dal reverendo Adrian Stolker, che lo aveva studiato per poi pubblicarlo.

Del libro con rilegatura originale, però, si erano perse le tracce, finchè non è saltato fuori quest’anno – 400° anniversario della morte dello statista.

Lydia Edelkoort, curatrice del Museo Flehite di Amersfoort, città natale dello statista, ha definito il ritrovamento “un piccolo miracolo”.

Il ragazzo che lavora al negozio di libri antichi l’aveva contattata dicendole di avere qualcosa tra le mani: “non mi ha detto da dove provenisse. Non so perché. Certo, il proprietario non l’ha gettato ma forse non era a conoscenza del suo valore”, continua la curatrice del museo. Il libro era un prestito: “il venditore voleva cederlo alla Royal Library dell’Aja ma l’affare sia andato male, e da quel momento in poi, è rimasto nel nostro museo”.

Nato nel 1547, Van Oldenbarnevelt è conosciuto come una delle figure portanti dei Paesi Bassi, avendo contribuito a gettare le fondamenta della grande ricchezza del paese, la compagnia olandese delle Indie Orientali.

La sua rovina ebbe inizio a causa di un litigio avuto con il figlio del principe, Maurizio di Nassau, per una spedizione militare nelle Fiandre, conclusasi disastrosamente; gli olandesi riuscirono a contrastare gli spagnoli nella battaglia di Nieuwpoort (2 luglio 1600), solo con sforzi disperati.

Van Oldenbarnevelt, fu arrestato all’età di 72 anni per tradimento poiché aveva “violato la pace tra Stato e Chiesa”. Otto mesi dopo, il 13 maggio 1619, è stato decapitato con una spada. Durante il periodo di prigionia, il fedele Francken visitava il maestro con assiduità, mettendo nero su bianco le sue parole.

La curatrice Edelkoort ricorda come “Francken abbia iniziato il diario nel momento in cui Van Oldenbarnevelt fu arrestato da un soldato per ordine del principe Maurizio di Nassau. Ha continuato a scrivere fino al momento della sua decapitazione, testimoniando tutto ciò che è successo nella cella dove era rinchiuso”

Il manoscritto ha 40 pagine ed è stato scoperto da un libraio nella parte orientale dei Paesi Bassi come inserto di un libro più grande, composto da opuscoli con rilegatura in pelle del XVII secolo riguardanti la storia di Van Oldenbarnevelt.

All’interno di quel libro c’era una sezione di un autore che si firma solamente come DVK, che ha collezionato “tutte le memorie e i lavori della casa di Francken prima che morisse” ha detto Edelkoort. La conferma della sua autenticità è stata data dalla Royal Library alla curatrice del museo.

Il diario ha un valore nazionale e, in un certo senso, non ha prezzo. Non c’era molto di sentimentale nel libro ma si percepisce che, quando morì a 72 anni, Van Oldenbarnevelt non poteva credere fosse finita in quel modo. Era un vecchio signore che sapeva di avere ragione, e non voleva rinunciarci.”

Il ritrovato diario è esposto al Flehite Museum, accanto alla spada usata per la sua stessa decapitazione.