Il padre, Peter Will, l’aveva scritta a Novembre di 71 anni fa, ma i figli, Joop e Peter, la sua ultima lettera, sono riusciti a leggerla solo oggi. Nel 1944, infatti, la busta non fu imbucata dalle guardie del campo di concentramento di Amersfoort, vicino a Utrecht, dove Peter era internato.

Will era stato internato l’anno precedente, dopo essere stato arrestato dalla polizia nazista con l’accusa di collaborazionismo a favore della Resistenza olandese: dalla distribuzione di giornali clandestini agli aiuti verso i piloti degli aerei nemici abbattuti.

Con l’arrivo imminente degli Alleati, in tutta fretta, la lettera era stata presa, impacchettata e spedita assieme all’autore in Germania, dal campo di concentramento di Amersfoort a quello tedesco di Neuengamme. E proprio qui gli Alleati l’avevano ritrovata, tra le carte della struttura, e l’avevano inserita nel database dell’International Tracing Service, dove è rimasta fino a poche settimane fa.

La digitalizzazione dell’archivio l’ha infine riportata alla luce: una ricercatrice olandese, dopo averla letta, si è immediatamente messa in contatto con la famiglia. L’Associated Press ha poi parlato con Joop e Peter, che si dicono increduli ed emozionati dopo la lettura delle ultime frasi del padre, morto in Germania nel 1945, e pronti a diffondere il messaggio di libertà lasciato dall’internato Peter Will.