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Risparmio energetico, l’industria si auto impone limiti per scongiurare una legge. Greenpeace scettica: non li rispetteranno

Le industrie ad alta intensità di consumo energetico nei Paesi Bassi, hanno raggiunto all’ultimo minuto un accordo per evitare che il ministro Henk Kamp degli Affari economici attuasse una legge sul risparmio energetico che avrebbe imposto pesanti limitazioni, dice NOS.

L’organizzazione VNO-NCW ha aiutato aziende come Shell e Tata Steel a chiudere accordi sul risparmio energetico, prevedendo un tetto alla produzione e uno scambio di energia prodotta in eccesso. Qualora gli obiettivi non fossero raggiunti, le aziende sarebbero multate. Insieme, le società del settore di metallo e acciaio, ad alta intensità energetica, attueranno misure per salvare 9 PJ di energia entro il 2020; ossia l’energia prodotta da una città olandese di medie dimensioni.

 

Tata Steel a IJmuiden, per esempio, investiranno -dice ancora NOS- in dispositivi in grado di ridurre drasticamente la quantità di energia necessaria per la produzione di lastre di acciaio. E Shell Pernis si sta preparando per utilizzare il calore “di scarto” per il riscaldamento di quartieri di Rotterdam.

Se le aziende non dovessero raggiungere i loro obiettivi, sarebbero multate e il Ministero degli Affari economici darebbe il via libera ad una legge per costringere le multinazionali al risparmio energetico.

Il ministro Kamp è fiducioso che l’industria rispetterà i patti. E ha sottolineato che le società coinvolte sono attivamente impegnate per il rispetto degli standard ambientali, nonostante -ammette il ministro- ci sia voluta la minaccia di una legge ad hoc per costringerli a chiudere l’accordo.

Greenpeace, tuttavia, è meno ottimista: si tratta di promesse vaghe, dice il leader della campagna Joris Wijnhoven a NOS, e l’industria -ad oggi- ha sempre sforato i limiti che si era imposta. Wijnhoven spera che la minaccia di multe costringerà le aziende ad agire, ma avrebbe preferito un obbligo di legge.

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