The Netherlands, an outsider's view.

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CRIME

Rischio recidiva per chi ha compiuto reati sessuali? Esiste un metodo scientifico per prevenirla

C'è un test già utilizzato in USA e Gran Bretagna per valutare il potenziale rischio di ricaduta, per quanto riguarda i reati sessuali

Il rischio di recidiva per un individuo condannato per molestie sessuali non è stimato con precisione in Olanda. A dirlo è Corinne Dettemeijer il Rapporteur sul traffico di esseri umani, in base ad un servizio pubblicato domenica. Secondo quanto è riportato, esiste un metodo internazionale adeguato per valutare il rischio di ricaduta, e l’Olanda dovrebbe considerare di applicarlo, riporta ANP.

Questo metodo è utilizzato anche negli USA e in Gran Bretagna. Consiste in un questionario motivato scientificamente, in cui esperti comportamentali creano domande riguardo il comportamento, il background e la personalità del condannato. Il vantaggio maggiore di questo metodo è che il sospettato non deve cooperare per creare una stima attendibile del suo pericolo nella società.

A causa del fatto che l’Olanda non usa un metodo corretto per stimare il rischio di ricaduta, risulta ancora più complicato prescrivere una cura adeguata, dice Dettmeijer.

Questo aumenta i rischi di una terapia non calibrata correttamente. Il condannato per molestie sessuali al quale viene somministrata una terapia troppo breve è ad alto rischio recidiva. Lo stesso vale per chi riceve una terapia troppo invasiva, rispetto a ciò di cui avrebbe realmente bisogno, dice ancora il Rapporteur. “Nessuno vuole che questi condannati commettano nuovamente violenze sessuali. In Olanda non stiamo facendo tutto ciò che potremmo fare per evitare recidiva”, ha detto Dettmeijer ad ANP.

Un portavoce del ministro della sicurezza e della giustizia dice che questo studio contiene “interessanti suggerimenti politici”. “Prevedere il comportamento umano è estremamente complicato, dunque ogni consiglio è ben accetto”, dice il portavoce, secondo un report di ANP. “Il nuovo governo darà ulteriori risposte”, ha aggiunto.

Ciò che riporta Dettmeijer è stato pubblicato in correlazione al caso della terapia di Michael P., il 25enne sospettato dell’omicidio di Anne Faber. Egli è stato trasferito nella clinica psichiatrica Altrecht di Den Dolder, per prepararsi a un graduale ritorno nella società. Michael P. stava scontando una condanna a 12 anni di reclusione per aver violentato due ragazze. Non era stato forzato ad una terapia psichiatrica istituzionale, perchè durante il processo aveva rifiutato di sottoporsi a visite.