La Stichting Dr. Schroeder van der Kolk Bedrijven, che da oltre cento anni gestisce l’organizzazione di riciclo Schroeder a L’Aia, ha chiesto la sospensione dei pagamenti, primo passo verso il fallimento. A darne notizia è la direttrice Pauline van Schie, che si dice profondamente colpita dalla possibile chiusura di un’iniziativa così longeva e significativa. L’organizzazione comprende sette negozi dell’usato, un centro di donazioni e recupero mobili, una struttura per l’inclusione lavorativa e offre attività diurne e percorsi di reinserimento lavorativo per persone vulnerabili, dice Omroepwest.
Le difficoltà economiche si sono aggravate negli ultimi mesi, fino a rendere insostenibili le spese: aumenti dei costi energetici, dei salari, degli affitti e delle spese fisse non sono stati compensati da un aumento delle entrate. Inoltre, pesa ancora la crisi del Covid: la “colpa”, secondo Van Schie, è anche dei debiti contratti durante la pandemia, che ora si sommano alle spese correnti. L’intera struttura, afferma, è diventata vulnerabile su tutti i fronti.
La sospensione dei pagamenti dovrebbe concedere un po’ di tempo per valutare opzioni alternative, tra cui la possibile vendita di alcune attività. L’obiettivo è salvare almeno una parte dell’organizzazione. Nel frattempo, i negozi rimarranno aperti e si invita la cittadinanza a continuare a sostenerli.
La situazione è particolarmente dolorosa per il personale, composto in parte da persone vulnerabili, che sono state informate personalmente e stanno ricevendo supporto. Non è la prima crisi: nel 2013 una pesante ristrutturazione portò già al taglio di 46 posti di lavoro.







