Nonostante la sua reputazione per le energie rinnovabili, secondo l’Eurostat, i Paesi Bassi ne usano poca, talmente poca da rappresentare il fanalino di coda continentale insieme al Lussemburgo.
Secondo il “barometro europeo” l’Olanda è lontana dall’obiettivo prefissato del 2020. Le cifre del 2016, pubblicate giovedì, mostrano che il 6% dell’energia utilizzata nei Paesi Bassi proviene da fonti rinnovabili come i biocarburanti, l’energia idroelettrica o eolica, l’energia solare o geotermica
Pessimo risultato se messo a confronto con il 30% di Svezia, Finlandia, Lettonia, Austria e Danimarca. L‘Islanda – con le sue abbondanti industrie geotermiche e idroelettriche – utilizza più energia verde di tutti i paesi dell’UE, con quasi il 73% proveniente da fonti rinnovabili. 
E  la situazione pessima non sembra sia migliorata di recente: dal 2004, l’aumento nel consumo di rinnovabili è stato di appena il 2%. 
L’UE pianifica il raggiungimento di un livello elevato di consumo energetico entro il 2020. La tradizionale dipendenza olandese dal gas è stata messa in discussione dopo una serie di terremoti a Groningen, la regione dove si trova il più grande giacimento di gas europeo.
 L’estrazione di gas da parte della compagnia NAM è stata progressivamente limitata e il governo della coalizione olandese ha ridotto del 7,5% gli attuali livelli portandoli a 20 miliardi di metri cubi entro il 2021