The Netherlands, an outsider's view.

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Rifugiati, i dolori del governo: opposizione, Wilders, franchi tiratori, Europa

Una giornata nera, anzi nerissima per il gabinetto Rutte II: nel lungo duello alla Tweede Kamer a proposito del piano Juncker per fronteggiare la crisi umanitaria in corso, bordate al governo sono arrivate da tutti i fronti. Ha iniziato questa mattina il Pvda, che per bocca del leader Diederik Samsom ha bocciato la proposta del VVD di aiutare i rifugiati nei Paesi limitrofi alle zone di guerra. Nonostante destra e sinistra della coalizione concordino sul si al piano europeo di ricollocare 160mila richiedenti asilo negli Stati membri, all’Olanda toccherebbero 7000 rifugiati oltre ai 2000 già accordati lo scorso giugno, i colonnelli di Rutte hanno chiesto con forza all’UE di lavorare fuori dai confini europei.

Federica Mogherini ha bocciato come “impraticabile” la proposta, assestando il secondo colpo in poche ore, dopo le tensioni del VVD con il partner laburista, ad una compagine governativa già divisa.

Il dibattito parlamentare, che ha occupato l’intera giornata, ha messo infine in ginocchio un accordo instabile fin dalle prime battute; l’opposizione, si è scagliata contro Geert Wilders per le parole di quest’ultimo, che critivava il governo per non aver chiuseo le frontiere a tutti. Il leader razzista sostenva che i rifugiati fossero tutti nei campi profughi in Libano, Turchia e Siria mentre sui barconi stiano arrivando solo ‘migranti economici’. Il segretario dell’SP, Roemer, ha detto di “averne abbastanza” delle sciocchezze di Wilders mentre Jesse Klaver, del Groenlinks, ha sottolineato la pericolosità, soprattutto per le categorie vulnerabili, della permanenza prolungata nei campi profughi; scontro anche tra il leader PVV e Alexander Pechtold (D66) “sui barconi arrivano solo islamisti barbuti”, ha detto il primo e l’altro ha risposto “la gente non crede ad un politico ossigenato”.

Ultima mazzata, in ordine cronologico, per Mark Rutte la questione “franchi tiratori”: quando i mal di pancia nel Pvda sembravano rientrati, ed i laburisti parevano orientati ad accettare più rifugiati in cambio di uno stop agli arrivi, ecco la defezione della deputata Pvda Khadija Arib, contraria al compromesso. La Arib ha votato una mozione del Groenlinks che dice no a limiti per il numero di rifugiati da accogliere.