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Rifugiati, parla Alessandra Ricci Ascoli, giurista esperta in diritti umani

"Atteggiamento delle autorità olandesi verso i richiedenti asilo, spesso illogico e contradditorio"



Chi sono gli stranieri sgomberati dal Vluchtgarage di Amsterdam lo scorso 13 aprile? Si tratta di circa un centinaio di uomini a cui le autorità olandesi negano il riconoscimento di diritti fondamentali quali il cibo ed un tetto perché non (più) in regola con il permesso di soggiorno. Fanno parte di un gruppo più numeroso di stranieri senza documenti che si sono raggruppati sotto il nome di “Wij zijn hier” (Noi siamo qui) e rivendicano il diritto ad una esistenza dignitosa qui in Olanda perche’ non possono ritornare nel proprio paese; le autorità olandesi condizionano l’offerta di cibo e alloggio all’effettiva volontà di rimpatrio.

Molti di loro vengono dalla Somalia, dall’Etiopia, dall’Eritrea, Paesi in cui sono in corso guerre o la violazione dei diritti fondamentali e’ all’ordine del giorno: secondo organizzazioni internazionali come l’UNHCR o Amnesty International si tratta di Stati pericolosi mentre le autorità olandesi li considerano sicuri. Spesso le domande d’asilo vengono rigettate perché considerate “non credibili”; è sufficiente che funzionari dell’IND (Immigratie- en Naturalisatie Dienst, l’istanza che decide sulle domande di asilo) sollevino dubbi sull’origine geografica di un richiedente, ad esempio a causa di un particolare accento della lingua parlata, oppure che non ritengano veritiero il racconto del migrante: non sono rari i casi in cui vengono sollevati dubbi persino sul livello di crudeltà dei trattamenti subiti.

In altri surreali casi, persone che sostengono di provenire da un determinato paese non vengono credute anche se, al momento dell’espulsione, la procedura di rimpatrio viene intrapresa proprio con il Paese dal quale lo straniero aveva detto di essere originario. Spesso gli stranieri non possono tornare nello Stato natio proprio perché non hanno più il passaporto e le autorità diplomatiche non rilasciano documenti di viaggio: sarebbero disposti a rimpatriare ma non possono, perché l’ambasciata non riconosce la loro nazionalità. In altri casi gli stranieri devono chiedere protezione internazionale in un altro Paese europeo, responsabile della loro domanda di asilo ai sensi della legge UE. In risposta alla decisione dello scorso dicembre del Comitato Europeo per i Diritti Sociali secondo cui anche gli stranieri senza permesso di soggiorno hanno diritto a misure minime di sostentamento, il governo dei Paesi Bassi ha risposto che tali misure non si applicano agli stranieri irregolari.

Il che equivale a sostenere che questa interpretazione strettamente formalistica manca di logica, anche perché la Carta Sociale Europea prevede esplicitamente che detti diritti si applichino anche agli stranieri senza permesso di soggiorno; se così non fosse, vorrebbe dire che i diritti dell’Uomo non sono applicabili alle donne perché per il testo di legge, sono esclusivamente dell’uomo.

Alessandra Ricci Ascoli
Giurista, esperta in Diritti Umani



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