pic source: Occupy Rotterdam

I funzionari del ministero della giustizia “non hanno ‘idea'” se le 8.100 persone alle quali è stato negato l’asilo in Olanda, hanno lasciato il paese oppure no. Lo scrive il quotidiano AD. “Non possiamo dire con certezza che abbiano effetivamente lasciato i Paesi Bassi. Non abbiamo idea”, avrebbe detto Jannita Robberse, capo del servizio per il reimpatrio.

Il servizio di immigrazione olandese IND ha pubblicato la sua relazione annuale lo scorso lunedi, dove ha informato che dei 31.600 richiedenti asilo giunti nel paese, solo al 54% è stato riconsciuto lo status di profughi. Questa situazione sarebbe dovuta all’incremento di domande da paesi considerati “sicuri”: Albania, Kosovo, Algeria e Marocco.

Delle persone alle quali è stato rifiutato lo status, solo il 13% è stato effettivamente espulso, il 40% ha ricevuto un foglio di via e il 47% ha lasciato di sua volontà, dice ancora l’IND.  Tuttavia, i funzionari non possono garantire che i sans papiers che abbiano ricevuto un decreto di espulsione abbiano effettivamente lasciato il paese.

I Paesi Bassi non riconoscono assistenza umanitaria a coloro ai quali la domanda sia stata respinta e che rifiutino di lasciare il paese. Secondo Vluchtelingenwerk, un’organizzazione che si occupa di richiedenti asilo, sarebbero ogni anno 5000 i sans papiers messi in strada dalle autorità.

Molti di loro spariscono dai radar delle autorità mentre altri, come il gruppo di We Are Here di Amsterdam, hanno scelto la visibilità costituendo collettivi e organizzando manifestazioni di protesta.