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Rifugiati, l’Olanda espelle i curdi-yazidi in Iraq. E viola le sue stesse regole. L’ONU: campi profughi al collasso



L’Olanda rimanda gli yazidi nei ceantri per richiedenti asilo violando le sue stesse regole sull’immigrazione, dicono gli avvocati al quotidiano Trouw.

Rimandare gli yazidi nel nord dell’Iraq è una violazione delle regole IND, l’ufficio immigrazione dei Paesi Bassi, dicono gli avvocati esperti di diritto d’asilo. L’UNHCR ha espresso serie preoccupazioni riguardo l’accoglienza dei cristiani del nord dell’Iraq, perseguitati durante l’occupazione dell’ISIS, nel territorio curdo.

Secondo l’Alto commissariato per i rifugiati, l’UNHCR, ciò non è giustificato. Il Servizio olandese per l’immigrazione e la naturalizzazione (IND) afferma che i rifugiati hanno accesso sufficiente a strutture come il cibo e un tetto sulle loro teste.

Diversi avvocati esperti di diritto di asilo hanno clienti Yazidi che devono tornare in uno dei campi profughi della Regione Autonoma Curda (KAR) in Iraq. Sono arrivati ​​lì quando lo Stato islamico (IS) ha conquistato l’area in cui vivevano; tutti i rifugiati noti agli avvocati sono minorenni con la famiglia residente in un campo.

Secondo gli avvocati è un fatto nuovo che gli yazidi che chiedono asilo nei Paesi Bassi debbano tornare nel campo profughi perché non è chiaro se siano ancora ammessi nell’area e perché i curdi non possono più gestire il numero di rifugiati nella regione.

L’UNHCR afferma inoltre di avere “serie preoccupazioni” circa la capacità dei curdi di poter ospitare quasi un milione di rifugiati dalla Siria e dall’Iraq. Le condizioni nei campi si stanno deteriorando e la sicurezza è messa a rischio.

L’agenzia europea per l’asilo EASO scrive inoltre che gli yazidi nella regione curda sono discriminati: le informazioni fornite dal Ministero degli Affari Esteri mostrano che i curdi non sempre li accettano di buon grado e molto spesso li espellono in altre regioni dell’Iraq.

I legali dei richiedenti asilo sottolineano come espellere gli yazidi sia contrario alle regole che il governo stesso ha elaborato: si tratta, infatti, di un gruppo di rifugiati così vulnerabile da non poter tornare nella regione da cui proviene. Inoltre, il disastro che l’ISIS si è lasciato alle spalle non consente agli Yazidi di poter accedere a zone limitrofe, come spesso accade in questi casi.

L’IND non crede di agire in maniera contraria alle regole: gli yazidi della regione curda, secondo loro, non appartengono a un gruppo vulnerabile. “Non esiste una politica specifica per coloro che sono nei campi profughi nel KAR da molto tempo, né vi è all’orizzonte la possibilità di un cambiamento nella politica”, ha detto l’IND.






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