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INTERNATIONAL

Rifugiati, l’ICC indaga la Libia per crimini contro l’umanità

L'ICC punta il dito contro la Libia: consumati crimini di guerra e contro l'umanità. Aperta l'inchiesta e tolti i sigilli dal mandato d'arresto per un'ex autorità del regime di Gaddafi.

Importanti novità sono arrivate tra la giornata di ieri ed oggi dall’United Nations Security Council: il Pubblico Ministero dell’International Criminal Court, Ms. Fatou Bensouda, ha infatti annunciato la decisione da parte del suo ufficio di aprire un’inchiesta contro lo stato libico, in particolare contro la Libyan Internal Security Agency , per crimini di guerra, traffico di esseri umani, sfruttamento e violenza contro i tanti rifugiati che entrano ed attraversano il territorio libico. Si tratta di una novità assoluta visto e considerato che per la prima volta l’ICC ha deciso di aprire un’inchiesta per crimini e violenze contro i rifugiati nei confronti di un ente governativo e più in generale contro uno stato.

Secondo quanto riportato da UN News Centre il Pubblico Ministero ha dichiarato di nutrire forti sospetti in particolare verso Al-Tuhamy Mohamed Khaled, responsabile durante il regime di Muammar Gaddafi dell’agenzia governativa indagata : in collaborazione con l’esercito libico, con l’intelligence e con le agenzie di sicurezza nazionale questa avrebbe arrestato, detenuto, torturato e brutalmente ucciso tanti rifugiati ritenuti oppositori al regime.

“Sono rimasta costernata dopo aver ricevuto da fonti attendibili la notizia che la Libia sia diventata un vero e proprio mercato per il traffico di esseri umani”, queste le parole di Ms. Bensouda che al termine del suo intervento ha lanciato un appello verso le forze politiche libiche, statali o meno, affinché queste possano agevolare il processo di indagine e l’arresto di Al-Tuhamy il cui mandato è stato dissigillato per aumentare le possibilità di riuscita dell’operazione.


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