Dati recenti hanno messo in evidenza che oltre un quarto delle richieste di asilo, vengono respinte ha riportato WNL. Questa constatazione ha dato fiato alla destra per richiedere una completa revisione del sistema di registrazione.”Vogliamo un sistema completamente diverso, dove le persone non debbano più presentare la propria richiesta d’asilo direttamente in Olanda ma dalle loro zone di provenienza, che si occuperanno anche di gestirle” ha dichiarato il partito su Twitter, in risposta all’articolo del Telegraaf.

Il giornale ha infatti citato i dati del ministero della giustizia: il 26% delle richieste provengono da persone che difficilmente potranno essere accettate. Nei primi 11 mesi del 2019, 5,270 persone, in gran parte nigeriani, algerini, marocchini e moldavi, hanno visto le domande respinte. “Questo dimostra che le nostre procedure sono datate” ha dichiarato al giornale il parlamentare VVD Bente Becker. L’idea è di bloccare le richieste provenienti da paesi terzi sicuri, in modo che sia “inutile per molti di loro venire qua”. Nello stesso arco temporale, 20,618 persone hanno presentato richiesta d’asilo, ma quasi 20,000 stanno ancora aspettando una decisione.

Anche il Partito Socialista SP ha chiesto un cambiamento, affermando che le ’cause perse’ dovrebbero essere trattate più velocemente. “Offriamo aiuto alle persone che hanno bisogno, non a quelle che vogliono approfittare del sistema” ha dichiarato il parlamentare di SP Jasper van Dijk. I dati dell’ufficio statistico CBS mostrano che da gennaio 2020 i rifugiati all’interno della popolazione olandese sono cresciti del 6%. La politica del governo in materia è incentrata sul promuovere accordi con paesi africani e mediorientali per bloccare i flussi verso l’Europa.