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Rifugiati, il peggio della (scorsa) settimana

Settimana di proteste per i richiedenti asilo del collettivo Wij Zijn Hier: ad Amsterdam, infatti, su decisione del comune sono cambiate, a partire da lunedì scorso, le regole in materia di BBB (bed, bad, brood): le misure di minima accoglienza che il comune deve offrire, da regolamento europeo, ai rifugiati.

Sono ora più rigide le norme per chi si trova in regime di BBB: 11 ore di assistenza, rientri in struttura tra le 16:00 e le 16:30, divieto di lasciare gli averi personali nel rifugio e cessazione di alcune attività ricreative; ma soprattutto nessuna garanzia del posto letto: chi prima arriva, meglio alloggia.

Non-accoglienza

E chi non arriva? Al momento mancano soluzioni, perché grande è la confusione sotto il cielo. Soltanto pochi giorni fa, a Den Haag, 175 rifugiati hanno infatti dormito in strada per le pessime condizioni d’accoglienza predisposte dall’Agenzia Nazionale per i Rifugiati (COA).

 

 

Fredde le reazioni del governo, che sembrano essere in linea con “l’accoglienza frugale” auspicata di recente dal leader del VVD Halbe Zijlstra. In merito ai fatti dell’Aja, il sottosegretario alla Giustizia Klaas Dijhoff ha così chiarito, alla Kamer, come “nulla si possa fare” per le proteste dei rifugiati.

“Non tutti vogliono accogliere”, insomma. Questo il problema, come precisa un portavoce del COA al Brabantse Dagblad, denunciando il fatto che molte città del Brabante si stanno rifiutando di ospitare i richiedenti asilo, utilizzando la scusa non meglio precisata della “mancanza di spazio”.

Populismi e speculazioni

Scontata la posizione del partito di estrema destra PVV, al massimo storico dei consensi, che tramite le parole del leader islamofobo e razzista Geert Wilders chiede la chiusura dei confini ribadendo, ancora una volta, una presupposta relazione d’uguaglianza tra Islam e terrorismo.

 

 

Anche “l’ex-avvocato del diavolo” Bram Moszkowicz, ora a capo dei fuoriusciti dal PVV riunitisi nel partito VoorNederland, non esita a gettare benzina sul fuoco. Secondo il politico l’Olanda starebbe ospitando “nemici in tempo di guerra”, nello specifico gli art. 99 e 104 del codice penale, con riferimento ai rifugiati siriani tra i quali potrebbero nascondersi “jihadisti dell’ISIS”.

Un clima incandescente, dunque, quello che si respira nei Paesi Bassi, anche a seguito dei tanti (troppi) attacchi a sfondo razzista e xenofobo avvenuti di recente su tutto il territorio nazionale. E confermato dall’ultimo sondaggio di Peil.nl, che vede il 70% degli olandesi favorevoli a una chiusura totale delle frontiere.

fonte: Peil.nl
fonte: Peil.nl

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