E’ una partita di ping pong quella tra il gabinetto olandese e i partner UE del sud in tema di rifugiati. Piano del governo è quello di accordarsi con Brussel affinchè i richiedenti asilo vengano respinti verso il paese di primo ingresso.

Il vice ministro della Giustizia Mark Harbers in un’intervista rilasciata venerdì al Volkskrant ha spiegato la proposta: i sans papiers giunti nei Paesi Bassi attraverso Germania o Belgio, dovrebbero essere respinti oltre questi confini.

“Se i rifugiati sapessero che queste sono le leggi europee, non vorrebbero raggiungere il vecchio continente” dice Habers al giornale.

La proposta avanzata dai Paesi Bassi sarà discussa in aprile. Verosimilmente, come precisa il Volkskrant, affrontando la maggior parte degli arrivi, Italia e Grecia si metteranno di traverso.

“Un richiedente asilo che giunge in Europa dovrebbe chiedere protezione internazionale nel paese d’arrivo, ma ciò non accade perché questi preferiscono farlo presso i Paesi Bassi o la Svezia” dice Habers.

Secondo la Convenzione di Dublino (2003) firmata dagli stati europei più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, la gestione dei rifugiati compete al primo paese sicuro in cui questi sono giunti.

Nuova legislazione

La nuova proposta per la gestione dei flussi migratori prevederebbe che i governi si accordassero direttamente con paesi africani e del Medioriente affinchè coloro che fuggono da guerre e difficoltà non escano dalle regioni limitrofe.

Per quanto riguarda i Paesi Bassi, la nuova legislazione restrittiva, concede ai “ Vluchtelingen” un permesso di residenza limitato a tre anni, e non più cinque. Inoltre, nei primi due anni, i sans papiers non avranno più la possibilità di accedere al welfare con aiuti extra per affitti o assicurazione sanitaria.

Lo scorso anno sono giunti in Olanda circa 16.000 richiedenti asilo, seguiti poi da altri 14.000 giunti per il ricongiungimento famigliare.