The Netherlands, an outsider's view.

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RIFUGIATI Guerra e procedure infinite: il dramma dei richiedenti asilo



Non bastano le bombe, le difficoltà e le incognite del viaggio. Arrivati in Olanda, i siriani in fuga dal proprio Paese devono aspettare sempre di più per vedere i propri cari e mettersi finalmente il cuore in pace. Devono attendere così tanto che anche l’Immigration and Naturalisation Service (IND) ha deciso di aumentare il proprio organico, pur di affrettare le mille procedure. Nonostante i tentennamenti e le ambiguità, che culminano a volte in respingimenti direttamente all’aeroporto, della politica migratoria nei Paesi Bassi, infatti, Amsterdam e il paese dei tulipani nel suo complesso restano mete ambite dai profughi di tutto il mondo. In particolare, dai siriani in fuga dalla guerra civile. Le condizioni disperate della madrepatria hanno convinto molti di loro a tentare la fortuna: imbarcarsi in un viaggio disperato e molto costoso, pur di arrivare in Olanda e chiedere, finalmente, lo status di rifugiato. Nel 2013 circa 3000, nel 2014 si sono quasi duplicati: le richieste pervenute agli uffici olandesi, l’anno passato, infatti, hanno raggiunto quota 5800. E nel 2015, visto il dramma continuo della madrepatria, si aspetta che nuovi siriani facciano richiesta: solo negli ultimi mesi, ne sono arrivate quasi 700 a settimana. Entro la fine dell’anno si stima l’arrivo sui banchi dell’ IND di quasi 12000 domande a cui se ne aggiungono altrettante ancora in attesa di una risposta. Una macchia per la proverbiale efficiente burocrazia olandese a cui il governo ha deciso di porre rimedio, aprendo i cordoni della borsa e decidendo di potenziare gli effettivi dell’IND. Dopo altre assunzioni degli anni passati, Rob van Lint, presidente dell’istituto, infatti, ha annunciato che al più presto più di un centinaio di persone verranno impiegate dall’agenzia migratoria olandese per rimanere al passo con il crescente numero di immigrati da Siria e Eritrea.






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