The Netherlands, an outsider's view.

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Il governo sta lavorando ad una riforma del settore dei freelance. Il ministro degli affari sociali Wouter Koolmees, ammette tuttavia, che potrebbero volerci fino a 10 anni affinchè la nuova legislazione veda la luce. Koolmees ha presentato lunedì i piani definendoli un “arricchimento fondamentale” del diritto del lavoro, pur sottolineando i tempi non brevi di attuazione.

L’obiettivo delle nuove misure, che dividono il mercato in tre gruppi, è quello di offrire ai liberi professionisti una maggiore certezza, combattendo al contempo i falsi programmi di lavoro autonomo, ha affermato Koolmees.

Nella fascia più bassa, il governo prevede di garantire che i lavoratori autonomi guadagnino almeno 16e l’ora.

I lavoratori autonomi che guadagnano meno di € 75 l’ora saranno soggetti a un nuovo sistema di controlli, in sostituzione delle dichiarazioni VAR e DBA. Quando il nuovo sistema sarà implementato, i clienti dovranno rispondere a domande online che fungeranno da controllo per determinare che il libero professionista e la prestazione siano effettivamente lavoro autonomo.

Chi guadagnerà più di 75e l’ora sarà soggetto a un diverso regime e il rapporto tra il libero professionista e la società sarà messo in calce in una dichiarazione formale, valida da contratto per non più di un anno.

Esperti del mercato del lavoro dicono di avere dei dubbi sui nuovi piani del governo anche se gli sforzi per regolare meglio la fascia bassa del mercato rappresentano un passo avanti.

“Ma c’è il rischio che la tariffa minima diventi massima”, ha detto Ton Wilthagen, professore di Tilburg al Financieele Dagblad. Circa l’8,6% dei freelance – principalmente fattorini – guadagna meno del minimo previsto dalla legge.