Nuova bufera su Jeroen Dijsselbloem, dopo le frasi della scorsa settimana (interpretate da molti) contro i Paesi del sud: secondo Reuters, i vertici di diversi Paesi dell’area euro hanno chiesto le dimissioni del presidente dell’Eurogruppo dopo aver rifiutato l’invito del parlamento europeo in seduta plenaria di riferire a proposito della crisi greca.

La riunione era stata convocata per la giornata di martedi 4 aprile. L’olandese, il cui mandato si conclude nel mese di gennaio, aveva già rifiutato di partecipare ai dibattiti in plenaria ma la sua presenza è ora messa a rischio da altri fattori. Il primo è certamente la pesante sconfitta subita dal suo partito, i laburisti del Pvda, decimati alle ultime elezioni. Ad aggravare la sua posizione, poi, si è messa l’intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), dove ha sostenuto che i paesi del nord Europa avevano mostrato solidarietà con il sud durante la crisi della zona euro, dando loro un aiuto finanziario, evidenziando -però- come dai diritti derivino degli obblighi.

L’uscita non era andata giù a diversi leader dell’Europa meridionale: da Matteo Renzi al presidente portoghese Costa, la protesta contro Dijsselbloem si è allargata negli ultimi giorni agli eurodeputati. In 70, di diversi gruppi, ne avevano infatti chiesto le dimissioni.
Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha detto che invierà al politico olandese una lettera formale di protesta. L’euro parlamentare olandese Peter van Dalen (Christen Unie) ha detto che Dijsselbloem è ormai considerato dal Brussel “persona non grata”.