L’avvocato del presunto boss della Mocro Maffia Ridouan Taghi, dice che le condizioni di detenzione del suo assistito sono “molto preoccupanti e contrarie alle leggi e ai regolamenti nazionali e internazionali” ma finché rappresenterà un ‘estremo rischio di fuga’, per l’autorità carceraria, la sua situazione non cambierà.

Che si tratti di uno zio a cui non è permesso visitarlo o di una veglia di preghiera rifiutata Ridouan Taghi ha già presentato decine di denunce sul modo in cui è tenuto e trattato nell’EBI, il carcere di massima sicurezza di  Vugh. Ciò è evidente dalle sentenze del tribunale a cui Taghi ha fatto appello.

“Deve litigare con il giudice per quasi ogni sciocchezza”, dice l’avvocato di Taghi, Thomas van der Horst a EenVandaag. Il giudice sovrintende all’esecuzione delle condanne e valuta se le misure restrittive siano state adeguatamente imposte ai detenuti. Quasi tutte le richieste di Taghi vengono respinte anche se, di recente, ha vinto una lunga battaglia sui minuti di convocazione.

Detenuti a rischio di fuga, come il presunto boss, hanno diritto a venti minuti “privati” a settimana secondo le disposizioni legali dell’EBI. Il direttore della prigione inizialmente gli ha dato il permesso di chiamare per 40 minuti a settimana, ma ora questo tempo è stato ridotto a 30 minuti: quei minuti sono destinati alle conversazioni con parenti e amici e sono separati dalle conversazioni con i suoi legali; per queste, in linea, di principio non c’è limite di tempo, spiega il programma tv.

Ridouan Taghi ha sei figli per lo più minorenni che vivono all’estero e che non possono visitarlo. Secondo EenVandaag presenterà una richiesta all’inizio del 2021 per chiedere il rispetto del ‘diritto alla vita familiare’: vuole dieci minuti a bambino ogni settimana, più dieci minuti con sua madre. Questa richiesta è stata respinta, per ora, e dovrà continuare ad accontentarsi di trenta minuti alla settimana.

Il ministro vuole anche che gli avvocati non visitino più i detenuti dell’EBI uno ad uno, ma solo in coppia. “Apparentemente, i sospetti di questo ministro non possono più avere un’assistenza legale indipendente e riservata”, ha detto Weski. “I diritti fondamentali vengono ignorati. La realtà è che gli oltre 10.000 avvocati hanno raramente commesso fatti gravi”.

Dal suo arresto a Dubai, ricorda Een Vandaag, Taghi è sospettato di aver continuato ad impartire istruzioni ai sodali e che un tentativo di fuga pianificato, sarebbe stato sventato.