L’organizzazione LGBT Asylum Support, un’0rganizzazione per i diritti di richiedenti asilo gay, lesbiche e transgender chiede che in ogni struttura di accoglienza venga creata un’unità speciale che possa assistere persone non etero.

“Da molto tempo sottolineiamo la necessità di una tale unità presso il COA”, ha affermato il presidente Sandro Kortekaas di LGBT Asylum Support al portale Leuwaarder Courant. Il problema della discriminazione nei centri per richiedenti asilo, richiede un intervento urgente, dice l’associazione.

A Ter Apel, ad esempio, sottolinea, ci sono due unità. In assenza del Canal Pride di Amsterdam, cancellato per il corona, le associazioni hanno comunque organizzato un’iniziativa per i richiedenti asilo LGBTIQ: AZC Pride Tour.

Ieri l’associazione si è recata presso Balk e Drachten, organizzando l’incontro attraverso whatsapp. Il presidente dell’associazione LGBT Asylum Support, ha incontrato diverse persone LGBTIQ di fronte all’AZC di Drachten, tra i quali un ragazzo omosessuale afgano e una coppia gay giordana. Tutti loro sono fuggiti dai paesi di provenienza per timore di persecuzione.

Questa occasione, è servita all’associazione per parlare di procedura d’asilo con i richiedenti e spiegare loro come evitare i “trucchi” dell’amministrazione per rigettarle: il servizio immigrazione ha una visione “olandese” che spesso cozza con il background culturale di chi fa domanda, soprattutto di chi proviene da paesi musulmani.

Il COA, tuttavia, non ha in programma di istituire unità speciali per le persone non etero anche se dicono al giornale del Frisland che cercano di tenere in considerazione la questione.