Lo WODC, l’agenzia di ricerca per il Ministero di Sicurezza e Giustizia, crede  sia necessario tenere conto di fattori biologici quando si tratta di giovani criminali. La ricercatrice Liza Cornet e Katy de Kogel, di conseguenza, hanno definito come le neuroscienze possano essere usate nel sistema di giustizia giovanile, così riporta NU.nl.

Negli ultimi anni sono state acquisite molte informazioni riguardo all’influenza di fattori biologici in aggressioni e crimine: gli studi sul cervello, hanno dimostrato un collegamento tra la struttura e l’attività di certe aree del cervello e le attività criminali in giovane età. Ma secondo le due ricercatrici, questa conoscenza è difficile da usare per l’ordinamento giudiziario, che si focalizza più su fattori sociali e psicologici, come droghe o amici.

Cornet e De Kogel credono che tenere in considerazione le informazioni sul cervello, possa aiutare a chiarire il quadro generale riguardo ai giovani criminali. “È un pezzo del puzzle necessario per spiegare il comportamento umano”, scrivono.

Il segretario di stato per la Sicurezza e la Giustizia, Klaas Dijkhoff, è d’accordo con le due ricercatrici e ha lanciato l’esperimento su giovani criminali per vedere se le informazioni riguardo ai fattori biologici possano aiutare nel prevenire la reiterazione di reati da parte di questi ragazzi, ha scritto in una lettera al parlamento, come riportato da NOS. L’esperimento includerà la misurazione del battito cardiaco per individuare stress e crescente stato aggressivo, trattamenti ormonali e esami sul cervello.