Un gruppo di ricercatori olandesi di psicologia giovanile chiede ai funzionari della polizia e del ministero della giustizia, di registrare l’origine etnica di tutti gli arrestati, considerati sospettati ufficiali o condannati per un crimine.
Questo è l’unico modo per “valutare correttamente l’esistenza di discriminazioni”, ha dichiarato Albert Boon della Leiden University al Volkskrant.
I ricercatori stanno lavorando ad un nuovo rapporto incentrato sulle le minoranze etniche nel sistema di giustizia penale. Gli esiti saranno resi noti sulla rivista accademica ‘Journal of Criminology’.
I risultati risalgono ad indagini condotte nel periodo 2008-2012 e si basano sulla combinazione statistiche dell’ufficio nazionale CBS, della polizia, delle autorità locali e del ministero della Giustizia.
Ciò ha permesso al team di ricerca di fornire informazioni derivanti dalle origini etniche dei giovani e dimostrare come i ragazzi con background marocchino e antillano siano sovrarappresentati nei rapporti di polizia e nel sistema legale.
Tra il 2008 ed il 2012, più di un giovane su 10, di età compresa trai 12 ed i 17 anni, di origini marocchine è stato arrestato. Il rapporto degli adolescenti olandesi è invece di 1 su 50, hanno affermato i ricercatori.
Le cifre non mostrano se ciò sia dovuto a una disparità di trattamento o alla gravità del crimine. Né indicano se gli adolescenti con un background di minoranza abbiano più probabilità di finire in carcere a causa della discriminazione della polizia, ha affermato il Volkskrant. Da qui la richiesta di registrazione dell’etnia.
Arjan Blokland, professore di criminologia all’Università di Leiden, ha detto al Volkskrant: “È chiaro che i giovani con un background nelle minoranze si trovino in una situazione di svantaggio”.
E’ possibile che il nostro sistema sia un po’ meno equo di quanto pensiamo.