Boevaya mashina, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La maggioranza della Camera olandese vuole che il ministro dell’Energia Rob Jetten ritiri la sua ordinanza, rivolta a più di 120 comuni e ai consigli per l’acqua, alle istituzioni educative e alle aziende pubbliche che le obbliga entro il I Ottobre a rescindere i contratti con Gazprom per non finanziare la guerra russa in Ucraina, dice NOS. 

Tuttavia, l’iniziativa, che il ministro continua a sostenere perchè “in linea con le sanzioni UE”, finisce di fatto per portare molti più soldi olandesi nelle casse del Cremlino: il gas alternativo disponibile sul mercato europeo contiene comunque gas russo e il prezzo attuale è di circa 10 volte superiore a quello fissato nei contratti firmati dai comuni con Gazprom.

Il deputato del CDA Henri Bontenbal aveva già messo in guardia su questo effetto ad aprile e la scorsa settimana ha invitato il ministro Jetten a Nieuwsuur a ritirare l’ordinanza. Dello stesso avviso VVD, SP, il Partito per gli Animali, il Forum voor Democratie, JA21, il BoerenBurgerBeweging – Partito degli Agricoltori, Groep van Haga e il deputato Omtzigt.

Utrecht, ad esempio, che ha già cambiato gestore, pagherà un conto di 11 milioni di euro più salato, per soddisfare le richieste del ministro.

Inoltre, i Paesi Bassi sono soli ad aver applicato così le sanzioni:  Stati Uniti, Italia, Francia, Svizzera,   Regno Unito e Repubblica Ceca continuano a fare affari con la sede europea di Gazprom Europa. Il governo tedesco aveva già assunto il controllo di questo ufficio poche settimane prima dell’ordinanza del ministro Jetten, ha rivelato Nieuwsuur la scorsa settimana. Ciò include anche la controllata olandese.

L’amministratore delegato è diventato tedesco, parte del personale è stato sostituito e lo stipendio dei dirigenti, dice a NOS il governo tedesco, da allora ha smesso di andare in Russia.