Riaprono i Red Light del Paese, con un mese di anticipo rispetto alla data prevista del I settembre grazie ad una forte pressione del sindacato delle sex workers e ad un protocollo presentato al governo, che ha convinto le autorità ad anticipare la data di riapertura per vetrine e bordelli.

Dopo quasi quattro mesi di stop e un enorme danno finanziario causato a lavoratrici e lavoratori, che a causa della complessità della burocrazia non sempre sono riusciti ad accedere ai sussidi-corona, la notizia della possibilità di riapertura il I luglio è stata accolta con stupore, perchè inattesa.

Stando al Parool e ad Hart van Nederland, i primi giorni di riapertura ad Amsterdam il lavoro è stato concentrato sui locals: ancora pochi i turisti e poche le ragazze straniere tornate nei loro Paesi perchè rimaste senza lavoro.  Rispetto a prima, le sex workers dovranno chiedere ai clienti se hanno sintomi del corona e non potranno accettarne se ne avessero. Mascherine e guanti sono consigliati ma non obbligatori.

Lo stop forzato di quasi 4 mesi ha causato un disastro finanziario a molte lavoratrici del sesso; molte hanno continuato a lavorare nell’illegalità.