di Arianna Bianchi

 

Sabato 18 maggio ad Amsterdam, presso il centro culturale CREA, si è tenuto il Rethinking Economics Festival: l’evento annuale organizzato da una rete di accademici, studenti e appassionati che vogliono ripensare l’economia in chiave equa e pluralista. Con un programma fitto di workshop, seminari, proiezioni cinematografiche e comedy show, l’edizione 2019 del festival ha voluto celebrare i contributi provenienti da diverse regioni del mondo.

Tra i temi affrontati, un nuovo approccio integrato alla transizione energetica che includa tutela dell’ambiente e diritti. Ad esempio, come ottenere un passaggio rapido alle rinnovabili? Magari acquistando un gran numero di pannelli solari a basso costo dalla Cina. Secondo i modelli economici tradizionali, questa soluzione rappresenterebbe una risposta efficiente al problema iniziale, si sono chiesti i partecipanti all’incontro. Un approccio simile, tuttavia, non tiene conto delle condizioni dei lavoratori in Cina, dell’inquinamento causato dal trasporto dei pannelli, né del maggiore utilizzo di energia necessario per compiere l’intera operazione. È possibile farlo, invece, utilizzando un modello integrato che prenda in considerazione l’impatto ambientale, i consumi energetici e la possibilità di progettare soluzioni di comunità, come nella caso della ‘Multi Benefits Creation’. Il tema rientra tra gli ambiti di ricerca di Our New Economy, istituto olandese di ricerca orientato alla sostenibilità, che ha elaborato alcuni dei contenuti presentati all’evento.

Ma chi sono gli accademici che hanno promosso l’incontro? Rethinking Economics è un network fondato nel 2013 da un gruppo di studenti che avvertivano l’urgenza di mettere in discussione le teorie economiche tradizionali. Oggi esistono oltre 70 gruppi  che fanno capo all’organizzazione, con la missione condivisa di stimolare il dibattito necessario a trasformare i principi che regolano l’insegnamento e l’applicazione della disciplina economica. Rethinking Economics NL punta a promuovere anche in Olanda la visione di un’economia più equa, inclusiva e pluralista.

Ad aprire il festival una lectio magistralis della Prof.ssa Irene Van Staveren, esperta di economia dello sviluppo e insegnante all’Università di Rotterdam. Seminari e workshop previsti dall’agenda della giornata hanno spaziato tra tematiche e area geografica di riferimento: dalle sfide per ripensare lo sviluppo in America Latina in relazione a estrattivismo e diritto alla natura, agli effetti della retorica dell’imprenditorialità in Oman e Qatar. Il programma prevedeva anche proiezioni di cortometraggi e documentari, come Overdose: The Next Financial Crisis (disponibile su youtube) che passa in rassegna le misure adottate dai governi per contrastare l’ultima crisi e i pericoli che queste proiettano sul futuro.