RVD – Martijn Beekman Koninklijk Huis

Sembra una boutade in tempo di penuria di notizie ma l’associazione repubblicana Republikeins Genootschap sta davvero citando il re, Willem Alexander, per l’eccessiva influenza che la casa reale ha nella sfera pubblica. Stando ad NOS l’associazione ha lanciato una campagna di crowdfunding per le spese legali che in 7 giorni ha raccolto 25mila euro da 600 donatori.

Per l’associazione, solo la metà dei donatori è affiliato, a riprova che la questione è molto sentita, avrebbe detto  il presidente Floris Müller.

Secondo gli antimonarchici, Willem-Alexander come capo di stato e presidente del Consiglio di Stato ha troppa influenza su potere esecutivo e legislativo nei Paesi Bassi. Ritengono che la sua posizione vada a scapito dell’indipendenza della magistratura e che quindi sia in gioco l’indipendenza della politica e la separazione dei poteri. Questo va contro il diritto europeo ad un processo legale equo e indipendente, dicono.

“Gli avvocati giurano fedeltà al monarca, i giudici sono nominati da lui, il suo ritratto è appeso in aula”, riassume la Società repubblicana a NOS. “Il re litiga spesso con i media in tribunale e vince sempre”, dicono.

Anche se la Casa Reale sottolinea il ruolo esclusivamente rappresentativo del sovrano, il re è comunque presidente del Consiglio di Stato, il più alto organo di diritto amministrativo dei Paesi Bassi e fino al 2012 aveva il ruolo di nominare il negoziatore per la formazione del governo (dal 2012 questo ruolo è in capo al parlamento)