Reporter Senza Frontiere (RSF) giovedì ha ufficialmente richiesto alla Corte Penale Internazionale (ICC) di aprire un’indagine su quelli che considera crimini di guerra compiuti dalle forze armate israeliane contro i giornalisti palestinesi partecipanti alle proteste tenutesi a Gaza dal 30 marzo 2018.

L’appello di RSF è stato presentata alla procuratrice capo dell’ICC Fatou Bensouda poche ore prima della riunione del Consiglio di sicurezza ONU. Basata sull’art. 15 dello Statuto di Roma dell’ICC, la richiesta riguarda i colpi d’arma da fuoco che i cecchini dell’esercito israeliano avrebbero sparato a circa 20 giornalisti palestinesi durante le manifestazioni della  “Grande Marcia per il Ritorno” a Gaza.

Secondo quanto sostiene RSF si tratta di crimini di chiara competenza della Corte Penale Istituzionale.

“Le autorità israeliane non potevano non essere a conoscenza della presenza di giornalisti tra i civili durante le proteste. Pertanto hanno violato l’elementare dovere di precauzione e differenziazione dei bersagli, mirando con veri proiettili a soggetti protetti” ha detto Christophe Deloire, segretario generale di RSF.

“La deliberata e ripetuta violazione del diritto umanitario internazionale costituisce un crimine di guerra. Appellandosi alla Corte Penale Internazionale, RSF invita le autorità israeliane a rispettare rigorosamente il diritto internazionale”.

Varie fonti hanno confermato che i seguenti giornalisti sono stati colpiti mentre prendevano parte alle manifestazioni tenutesi ieri a Est della città di Gaza: Omar Hamdane, cameraman dell’emittente televisiva nazionale algerina ENTV, ha riportato ferite d’arma da fuoco a un piede; il reporter di Al Jazeera, Wael Dahdouh, è stato ferito alla mano destra; Mohammed Abu Dahrouj, cameraman della Zain Media è stato colpito alla gamba sinistra; il fotografo freelance del quotidiano Palestina pro-Hamas, Yasser Qudeih, ha riportato una ferita d’arma da fuoco allo stomaco ed è stato trasferito all’unità di terapia intensiva nell’ospedale europeo di Gaza.

Altri due giornalisti hanno riportato ferite d’arma da fuoco nei pressi della città di Khan Younis. Abdullah al-Shorbagi, giornalista del media pro-Hamas Khan Younis Media Network, è stato colpito al piede sinistro, mentre Nihad Fuad, reporter della radio Forsan al-Erada, è stato ferito alla testa e portato all’ospedale europeo di Gaza. Il giornalista del portale web Safad Press, Farhan Hashem Abu Hadayd, ha riportato ferite d’arma alla gamba sinistra mentre era a Est della città di Rafah.

Due giornalisti palestinesi sono stati uccisi da proiettili sparati da soldati israeliani. Dal 30 marzo, data d’inizio della “Grande Marcia per il Ritorno” l’esercito israeliano ha attaccato le proteste palestinesi lungo il confini di Gaza e Israele.

Questi due giornalisti sono Yaser Murtaja, 30 anni, fotografo dell’agenzia indipendente Ain Media. E Ahmed Abu Hussein, 27 anni, reporter di Shaab and Bisann News. Entrambi erano chiaramente riconoscibili come giornalisti: identificati dal gilet e dall’elmetto con la scritta “Press”.

In tutto, almeno altri 20 giornalisti hanno riportato ferite d’arma da fuoco, e di questi almeno tre erano palesemente identificabili come addetti stampa.