Tre giornalisti su cinque nei Paesi Bassi, sono stati minacciati o intimiditi almeno una volta mentre svolgevano il loro lavoro. E’ quanto emerge da uno studio dell’associazione olandese dei giornalisti NVJ. Un quinto dei giornalisti olandesi sostiene di ricevere minacce su base regolare, dicono NOS e NRC.

Il rapporto, scritto dall’ex difensore civico Alex Brenninkmeijer, sarà presentato ufficialmente Mercoledì durante la giornata mondiale della libertò di stampa. I giornalisti olandesi affrontano minacce dirette e tramite i social media. Diversi gli incidenti degli ultimi anni; tra questi la redazione di NOS presa  in ostaggio da Tarik Z nel 2014 e l’editorialista Ebru Umar, fermata in Turchia l’anno scorso per le sue dichiarazioni contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Secondo i ricercatori le minacce stanno facendo pressione sulla libertà di stampa nei Paesi Bassi:  alcuni giornalisti, infatti,  tenderebbero ad auto-censurarsi per timore di rappresaglie.

La settimana scorsa, organizzazioni come Reporter senza frontiere e Freedom House hanno sottolineato come la libetà di stampa non sia mai stata sotto pressione come l’anno scorso. Un preoccupante numero di paesi è sceso nella classifica dell’indice che misura la libertà di stampa in 180 paesi –compresi Stati Uniti e Regno Unito, considerati in passato paesi modello.

Questo ha a che fare con le campagne di Donald Trump negli Stati Uniti e di quelle per la Brexit nel Regno Unito. Secondo le organizzazioni, entrambe le campagne sono state accompagnate da “una forma tossica di ricatto nei mezzi di comunicazione è la diffusione di informazioni false, le fake news“.