Anna Frank, potrebbe non essere stata trovata a causa di una soffiata ma per pura coincidenza. A sostenere l’inedita tesi è uno studio pubblicato lo scorso Venerdì dall’Anne Frank House di Amsterdam. Nonostante decenni di ricerche, gli studiosi non sono ancora riusciti a offrire alcuna risposta definitiva al quesito sull’arresto dell’adolescente tedesca, simbolo del dramma dell’Olocausto.

Ronald Leopold, direttore esecutivo del museo di Anne Frank ha detto al Guardian che  “altri scenari andrebbero presi in considerazione”.

Una teoria plausibile è che il raid condotto nell’agosto ’44 nell’edificio su Prinsengracht, dove si nascosero per due anni la giovane e la sua famiglia, non fu il frutto di un tradimento ma di un’ispezione a caccia di lavoratori irregolari oppure di trafficanti di “tessere per beni alimentari razionati”; le SS avevano già condotto un’incursione nell’edificio nei primi giorni del ’44, arrestando due uomini che producevano quelle tessere e tale incursione viene citata anche nel famoso Diario.

Secondo il rapporto, le indagini di questo tipo erano frequenti e non capitava di rado che durante le ispezioni gli investigatori trovassero anche ebrei in clandestinità. L’altra ipotesi è che la scoperta della famiglia Frank, sia il risultato di un’indagine sul lavoro, seguita proprio agli arresti: d’altronde, prosegue il rapporto, la vicenda di due dipendenti di una società in carcere per traffico di tessere alimentari  può aver insospettito le autorità.