Una maggioranza trasversale ha approvato una mozione presentata martedi pomeriggio dai partiti di sinistra SP e Groenlinks che chiede al governo di riverdere la “regola del 30%”, un vantaggio fiscale offerto dal belastingdienst ai lavoratori stranieri altamente qualificati che si trasferissero nei Paesi Bassi e le cui figure professionali fossero scarse sul mercato del lavoro olandese.

Tale schema è stato a lungo oggetto di polemiche perchè indirizzato ad expat con un reddito già più che dignitoso; per accedervi, infatti, è necessario guadagnare più di 36mila euro l’anno.

Il deputato dell’SP Arnold Merkies, primo firmatario della mozione, ha detto ad ANP: “Comprendo che uno straniero che decidesse di trasferirsi nei Paesi Bassi deve sostenere dei costi elevati ma l’agevolazione fiscale deve essere ragionevole”. L’accusa più frequente da parte, soprattutto, delle formazioni di sinistra è che in epoca di austerity e di tagli al welfare, lo schema priva l’erario di circa 700milioni di euro l’anno.

Le ragioni di Merkies, che propone di sostituire la percentuale con una somma fissa, sono soprattutto etiche; secondo il deputato socialista, infatti, non è corretto incentivare un mercato internazionale dei lavoratori che priva altri paesi di talenti.

La regola del 30% è rientrata in agenda in seguito alla pubblicazione martedi, di un documento della Corte dei conti olandese, fortemente critico nei confronti dell’agevolazione fiscale; secondo i magistrati contabili, infatti, non esisterebbe prova dei vantaggi che lo schema porterebbe all’economia a fronte di un costo molto elevato per la collettività.

Solo il mese scorso, il ministro delle finanze Jerome Dijsselbloem, aveva fatto sapere che una revisione dello schema non era in considerazione.