Il celebre “30% regeling”, ossia lo schema fiscale che prevede uno “sconto” del 30% per i lavoratori stranieri che scelgono l’Olanda, in quei settori dove le loro competenze scarseggiano, potrebbe avere i mesi contati.

Nei programmi elettorali di tutti i partiti, ad eccezione dei liberali di Mark Rutte, infatti, è prevista l’abolizione di questo meccanismo, considerato da molti un “privilegio” senza alcun effettivo ritorno per il paese.

Laburisti del PvdA, socialisti, democristiani, verdi e diversi partiti minori vorrebbero cancellare del tutto lo schema perchè -dicono- tale vantaggio sarebbe rivolto ad una ristretta nicchia di expat già benestanti. Il sistema, introdotto  in un periodo precedente alla libera circolazione, intendeva garantire un livello di competitività anche ad un’economia di ridotte dimensioni come quella olandese.

Se i partiti di sinistra chiedono di abbandonare lo schema, altri vorrebbero solo ridurne la portata. A maggio, la corte dei conti olandese aveva criticato il meccanismo, sostenendo che non vi fosse prova di benefici alla collettività.