Anche l’Olanda ha un nodo referendario da sciogliere: l’esito della consultazione di aprile sul trattato europeo di associazione con l’Ucraina. Certo il grattacapo con Brussel del gabinetto Rutte è nulla a confronto con il rebus Brexit tuttavia, l’esecutivo olandese deve prendere una decisione per evitare, sul piano politico, di prestare il fianco al movimento per il Nexit in forte ascesa dopo l’addio di Londra all’UE.

Come rispettare il no uscito dalle urne lo scorso aprile, dove un 32% di elettori ha bocciato con il 61% l’accordo europeo, senza isolare il paese? Il premier ha pensato di rivolgersi proprio alla Commissione europea, come racconta NOS, chiedendo di emendare il Trattato.

Mark Rutte ha ammesso che una soluzione “win-win” non è immediatamente a portata ma tenterà comunque di convincere l’UE ad accettare quegli aggiustamenti che renderebbero il Trattato accettabile per gli elettori olandesi. Qualora l’accordo fosse impossibile, assicura Rutte, l’Olanda farebbe un passo indietro sulla convenzione.