I si al referendum sul Trattato di Associazione con l’Ucraina accorciano le distanze, lo rivela il quotidiano Volkskrant citando un sondaggio effettuato insieme a Peter Kanne dell’istituto I&O. Se a dicembre la forbice tra sostenitori ed oppositori dell’accordo tra UE ed Ucraina, segnava uno schiacciante vantaggio a favore del “no”,  con quasi il 65%, questo mese la situazione appare più incerta: i no sarebbero ora al 55.5%,  mentre i si al 44.5. Lo studio è stato commissionato dal Volkskrant stesso e realizzato in collaborazione con l’università di Twente. Secondo Kanne, la spiegazione andrebbe cercata nel minor numero di indecisi rispetto a dicembre, che avrebbero premiato i sostenitori del si. 2/3 degli elettori, sarebbero ancora indecisi o non avrebbero un’opinione. Il più ampio spostamento di consensi dal no al si, sarebbe stato registrato tra gli elettori del VVD.

I&O ha cercato inoltre di spiegare le ragioni alla base degli orientamenti; secondo l’istituto, il referendum sarebbe percepito com un voto sull’Europa. Gli elettori dei partiti, sono infatti divisi sull’idea dell’allargamento ad est e preoccupati delle ripercussioni nei rapporti con la Russia; secondo molti, continua I&O, il no categorico di Mark Rutte ad un futuro ingresso dell’Ucraina nell’UE non sarebbe stato particolarmente convincente.

Il risultato delle urne non sarà affatto scontato, continua al quotidiano Peter Kanne che ha coordinato l’indagine, ma i si avranno certamente vita più difficile: i promotori del no fanno appello soprattutto ad elettori di provincia, con livello d’istruzione medio-basso. Esiste poi un altro fronte. Il referendum è consultivo, quindi il governo potrebbe ignorare l’eventuale no ma anche sul da farsi, il campione sentito per il sondaggio, appare diviso dagli schieramenti; i sostenitori dell’autonomia dcisionale del governo sono tutti a sinistra e per oltre i 2/3 sostenitori del sì.

Kanne ha ventilato l’ipotesi che i “sì” facciano campagna per il l’astensione ma il suo pronostico è che una strategia di questo tipo, otterrebbe un “effetto boomerang” favorendo lo schieramento del “no”.