Il referendum sullo “sleepwet”, la legge sulle intercettazioni telematiche, considerata la più invasiva del mondo occidentale verrà sottoposta a referendum consultivo: l0 ha annunciato il comitato elettorale mercoledi I novembre.

Dopo una verifica delle firme depositate (417.135) sarebbero risultate valide 384.126, ossia il 92% del totale. La soglia delle 300.000 richieste dalla legge è stata cosi ampiamente superata.

Ma il governo non intende fare passi indietro: la ministra degli interni Kajsa Ollongren ha comunicato alla camera che uno slittamento nell’entrata in vigore della normativa è  in programma. Ma ha aggiunto: il referendum non c’entra, si tratta di un ritardo tecnico. Il nuovo esecutivo, infatti, non riuscirà a mettere in piedi la commissione di sorveglianza dell’attività dei servizi segreti, propedeutica all’incremento dei poteri di controllo conferiti all’intelligence.

Referendum over Wiv gaat door. De Kiesraad heeft op basis van een steekproef 384.126 verzoeken als geldig aangemerkt.

— Kiesraad (@Kiesraad) November 1, 2017

 

Tuttavia la spiegazione della Ollongren non convince tutti: il rinvio, infatti, potrebbe essere un escamotage tattico per cercare più ampi consensi sulla contestata normativa.