A disoccupati con poche chance di rientrare nel mondo del lavoro, non viene più richiesto di cercare un impiego. La situazione emerge da un’indagine svolta dal quotidiano Volkskrant presso diverse municipalità dei Paesi Bassi dove il trend costante, nei confronti di beneficiari del bijstand, una sorta di “reddito di cittadinanza” erogato a tutti coloro che fossero rimasti senza un impiego e avessero esaurito l’assegno di disoccupazione, sembra essere quello di lasciar stare i disoccupati di lungo corso. Secondo la legge, infatti, per poter accedere al sussidio è necessario dare prova allo sportello lavoro del comune di essere attivamente alla ricerca di un impiego. Il portavoce del comune di Amsterdam dice al giornale, che obbligare qualcuno a scrivere tre o quattro “cover letters” a settimana quando sono scarse le chance di ottenere anche solo una risposta non ha molto senso mentre a l’Aja a chi è in precario stato di salute, non viene chiesto per sei mesi di cercare lavoro. In altri comuni, di medie dimensioni, l’approccio è “personalizzato” sulla base della situazione fisica ma anche psicologica dell’applicante. Secondo una indagine dell’istituto di statistica CBS, metà dei beneficiari del bijstand, dopo tre anni, ritengono di non avere più chance di trovare un impiego. Lo scorso anno sono stati 450mila i disoccupati che hanno percepito il reddito universale; 1 su 10 senza impiego  da oltre 15 anni.